Italia
L’ingegnera fotografa che raccoglie l’anima di volti e storie nascoste
La cecinese Martina D’Agresta manifestazioni in teatro ed in strada, concerti, mercatini e attrazioni per i più grandi ed i più piccoli. L’obiettivo che ci siamo dati è quello di festeggiare in allegria il Natale
CECINA. L’uomo e il lavoro che lo forgia sono al centro del reportage “Tempra” della fotografa cecinese Martina D’Agresta, che di recente ha vinto prestigiosi premi nazionali e una borsa di studio. L’autrice è una trentenne ingegnere civile, iscritta al fotocircolo FBN dal 2016, e l’ultimo talento tenuto a battesimo dall’associazione fotografica cecinese, un sodalizio di autori spesso presente sulla scena nazionale. Martina nasce come fotografa di immagini singole, scatta durante i suoi viaggi in Cina e in Mongolia, raccoglie volti e gesti del lavoro quotidiano, coglie il rapporto tra l’uomo e la natura. Col tempo capisce che il suo interesse profondo è per il reportage, per restituire la realtà attraverso l’obiettivo. «Le mie foto sono autentiche – dice – oltre a metterci la mia sensibilità e il mio punto di vista sono documenti genuini, uno spaccato della realtà». Se l’intento era chiaro, le serviva una storia per realizzarlo. Nel 2020 segue uno degli ultimi pastori d’Abruzzo nella transumanza verticale con le sue pecore e nasce il progetto “Amaro”.
Il rapporto tra l’uomo e il lavoro si materializza di nuovo in una ferriera isolata ai piedi delle Alpi Apuane meridionali, dove a ispirarla è un anziano fabbro. «Ho seguito il suo lavoro di “distendino” – racconta – uno che stende il ferro col martello per realizzare utensili come coltelli e vanghe. Quell’impegno quotidiano lo fa alzare la mattina e lo tiene attaccato alla vita». Nel silenzio di quella ferriera Martina scatta molte volte nel 2021 e 2022 e così nasce “Tempra”, il suo primo reportage compiuto. «La parola “tempra” ha due significati – spiega – uno relativo al trattamento dei metalli, per migliorarne le proprietà di resistenza, l’altro figurato, che riguarda le caratteristiche di un individuo con particolare solidità e vigore. Ritraendo questa persona ho voluto fare una riflessione generale sul lavoro e l’uomo, pensando a quanto ci condiziona tutti e come ci forgia. Ciò che facciamo è ciò che siamo, lui si tiene vivo facendo quel lavoro, ci sono persone che lasciando il lavoro si sono spente. Così l’ho ritratto sempre in modo naturale, per offrire uno spaccato della realtà».
Un reportage in bianco e nero contrastato ed efficace, che a settembre guadagna il terzo premio come progetto al Contest ImagoOrbetello e il primo premio de Le Letture del Merlo a Casciana Terme, che le vale l’accesso alla Borsa di Studio Bolondi presso il Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena. A novembre vince il premio nazionale per giovani fotografe Musa, sezione reportage, e contestualmente le viene assegnato il premio della giuria Foto Cult, novità 2022 del premio Musa.
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