Gioco
Comunità energetica Due impianti pilota finanziati dal Comune
Dalla produzione all’auto-consumo di energia
SAN VINCENZO. Due impianti fotovoltaici sui tetti di due edifici pubblici. Il tutto per un investimento di circa 170mila euro. Questo il primo passo del Comune di San Vincenzo per la costituzione di una comunità energetica “cittadina”, con lo scopo di ottenere «benefici economici, ambientali e sociali, oltre a un passo in avanti verso l’adeguamento tecnologico».
Energia economicamente più accessibile prodotta attraverso fonti rinnovabili, per rispondere a due necessità – quella economica e quella ambientale – sempre più centrali nell’agenda internazionale ma anche nella vita di tutti i giorni. È con questi propositi che la giunta ha approvato, il 20 ottobre, il progetto definitivo per la realizzazione dei due impianti fotovoltaici pilota e la costituzione della comunità energetica. Scelte per ospitare gli impianti sulle coperture, la scuola materna Gianburrasca e la palestra Gianni Rodari. «Il primo passo – spiega l’assessore all’Ambiente Alessio Landi – è stato quello di dare il via all’iter per l’installazione degli impianti. Per quanto riguarda le tempistiche, contiamo di poter redigere il bando entro la fine del 2022. La società che si aggiudicherà l’appalto avrà il compito di costruire fisicamente gli impianti, mentre il regolamento successivo sugli usi e quant’altro verrà redatto dall’amministrazione comunale».
Il progetto prevede un impianto fotovoltaico da 104,50 chilowatt di picco, in grado di produrre tra i 135 e i 140 Megawatt all’anno di energia elettrica. Ma in una comunità energetica, è fondamentale il coinvolgimento di cittadini e imprese. Previste dalla normativa europea Red II (2018/2001/Ue), infatti, le comunità energetiche sono pensate come associazioni tra pubbliche amministrazioni, cittadini e imprese che si uniscono per produrre e auto-consumare energia da fonti rinnovabili dotandosi di impianti condivisi. «L’istituzione di questo tipo di comunità – aggiunge, Landi – potrà coinvolgere anche coloro che già hanno installazioni di pannelli solari fotovoltaici. In questo caso in misura non superiore al 30 per cento della potenza complessiva dell’intera comunità energetica». I consumatori finali dell’energia prodotta saranno gli utenti, che l’amministrazione si propone di individuare in un secondo momento attraverso un apposito regolamento in cui tra i parametri saranno inserite le condizioni socio-economiche delle famiglie. «In questo caso – aggiunge Landi – sarà necessaria una rotazione visto che il contributo del gestore servizi energetici avrà una durata di 20 anni». Ma oltre alla produzione, tra i servizi offerti, anche il consumo di energia. «La costituzione della comunità energetica – conclude – intende non solo promuovere l’autoconsumo condiviso, ma anche incentivare cittadini e aziende a investire in fonti rinnovabili».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
