Il dolore
Rosignano in lutto per Romina: morta in casa a 44 anni per un malore improvviso
ll ricordo affettuoso del fratello Roberto Antonelli: «Era la mia sorella maggiore, dolcissima e amata da tutti»
ROSIGNANO. Alla fine è stato un infarto a portarsi via Romina Antonelli, giovane donna rosignanese. Aveva 44 anni e una vita difficile alle spalle, fin da quando era piccola. Si è sentita male mercoledì, mentre era nella casa dove viveva con il compagno Giuseppe Drago e la madre, Annamaria Spadoni. Allertati immediatamente i soccorsi, una volta sul posto hanno tentato il possibile, anche con defibrillatore, per rianimarla ma non c’è stato nulla da fare. I funerali si svolgeranno questa mattina nella cappellina del cimitero di Rosignano Marittimo e successivamente la salma sarà portata a Livorno per la cremazione. Erano anni che Romina combatteva con la malattia, la stessa che probabilmente l’ha debilitata a tal punto da causare il sopraggiungere dell’infarto. Non lavorava ormai da tempo, le sue condizioni glielo impedivano. Da giovane aveva lavorato nella ristorazione, poi aveva iniziato a stare male ed era anche stata costretta a sottoporsi tredici anni fa, quindi ancora giovanissima, ad un trapianto di reni. Ed era proprio a causa delle sue condizioni che viveva insieme alla madre che insieme al compagno si occupava di lei. A darne notizia è il fratello, Roberto Antonelli, presidente della Eco Coop Il Cavallo che dal 1989 si occupa di spazzamento e pulizia ambienti.
«Tra me e Romina c’erano 5 anni di differenza, lei era la sorella maggiore. Non ha avuto una vita facile. Io e lei eravamo legatissimi, anche perchè abbiamo perso nostro babbo quando eravamo molto piccoli, io avevo solo 16 mesi, e quindi siamo sempre stati io e lei, con mamma. Il nostro rapporto era quello tra fratello e sorella, litigavamo e ci scontravamo da piccoli per i giochi, e poi anche da grandi. Ma cinque minuti dopo facevamo pace, perché non riuscivamo a stare lontani. Romina era una persona che riusciva a farsi volere bene da tutti. Era malata da molto tempo ma la notizia mi è comunque giunta inaspettata, mentre ero fuori per lavoro mi ha chiamato mamma e sono corso subito».
La scomparsa del padre, quando Romina e il fratello erano piccolissimi, aveva inevitabilmente segnato la sua infanzia. Poi la scoperta della malattia e «nel giugno del 2009 il “dono” di un rene», racconta il fratello, un dono per il quale la giovane donna non ha mai smesso di essere grata. Ma la sue erano comunque condizioni di salute difficili: immunodepressa e con l’invalidità che le impediva di lavorare e avere una vita come tutte le altre giovani donne. Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati alla famiglia per l’improvvisa scomparsa di Romina, ricordata da tutti come una ragazza dolcissima.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
