Gioco
Apicoltura, allarme vespa killer. L’appello: «Segnalate la presenza»
È nota come calabrone cinese, la sua diffusione mette a rischio le colonie di api e rappresenta un pericolo per le persone per la sua carica molto velenosa
RIPARBELLA. Si chiama Vespa Velutina. O anche calabrone cinese. Non è un insetto tipico di queste zone: la sua diffusione mette fortemente a rischio le colonie di api e rappresenta un pericolo anche per le persone dato che la carica del suo veleno è più alta di quella dei calabroni a cui siamo abituati. A lanciare l’allarme è l’associazione apicoltori toscani (Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani, Arpat). Ne parla Alberto Fatticcioni, apicoltore della zona di Pomarance e consigliere dell’associazione, che sarà domenica 20 alle ore 12.30 protagonista di un incontro informativo, proprio su questo tema, alla sagra del cinghiale di Riparbella, all’interno del ricco programma di eventi collaterali “Oltre la sagra”. «Il calabrone cinese per le nostre api è un po’ come il lupo per le pecore – spiega –. Le api non hanno grossi predatori, questo invece lo è, perchè è carnivoro e si nutre principalmente delle api mellifere, quelle che escono per l’impollinazione, ed è in grado di sterminarne migliaia di esemplari al giorno, mettendo in serio pericolo le colonie, portandole anche al collasso». Colonie che già a causa dei cambiamenti climatici e della siccità stanno attraversando una crisi senza precedenti. «Questo tipo di vespa è arrivata in Francia con un carico di vasellame dalla Cina e si sta diffondendo in tutto il territorio. Gli avvistamenti più vicini verificati sono nel pisano ma sicuramente è arrivata o sta arrivando anche qui». Motivo per cui è importante che le persone siano informate, preparate a riconoscerla e a prendere i giusti provvedimenti. L’associazione di apicoltori ha anche creato un sito, https://www.stopvelutina.it, dove trovare tutte le informazioni e soprattutto fare segnalazioni di avvistamenti. Ma come si riconosce questo insetto? «E’ come un calabrone, ma più grosso e più lungo. Si distingue facilmente perché ha le zampe completamente gialle. E anche i nidi sono diversi da quelli classici che siamo abituati a vedere. Quelli delle vespe comuni possono essere grandi come una palla da pallavolo, quelli della vespa velutina invece raggiungono dimensioni maggiori, anche 2-3 volte un pallone da calcio. E se le vespe tradizionali prediligono anfratti per nidificare, il calabrone cinese costruisce il proprio nido tra i rami degli alberi, prevalentemente. Anche se non è escluso che possa nidificare in ambiente abitato, nei sottotetti». In caso di avvistamento cosa si deve fare? Innanzitutto la segnalazione, attraverso il sito apposito. A quel punto l’associazione, tramite un apicoltore di zona, provvederà ad intervenire per distruggere il nido. «E’ l’unico modo per limitarne la diffusione e arginare i danni che può creare alle nostre api e a tutto il settore». Settore che sta già attraversando un momento critico. In questo momento della stagione le api stanno andando verso il blocco ed è dunque possibile stilare un bilancio della stagione, un bilancio piuttosto drammatico. «La produzione di acacia e castagno, la cui fioritura avviene tra maggio e giugno, è stata, diciamo, normale. Molto peggio è andata per tutte le produzioni estive, che sono tra l’altro tipiche della nostra regione. Il miele millefiori, quello di sulla e di trifoglio. La produzione è andata male a causa della grande siccità. Le api sono state estremamente stressate dal caldo, si sono raggiunte temperature molto elevate, e la mancanza di acqua ha fatto sì che ci fosse poco polline». L’arrivo del “lupo”, il calabrone cinese, rischia di essere un’ulteriore mazzata per questo insetto, fondamentale per il mantenimento della biodiversità del nostro ambiente naturale, per la produzione di miele e quindi per tutto il settore che vi ruota attorno, e rischia anche di costituire un pericolo a livello sanitario per le persone.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
