Il Tirreno

Sanità

Le cure salva-cuore a Cecina

di Sabrina Chiellini
L'ospedale di Cecina
◗
L'ospedale di Cecina

La riabilitazione che aiuta a riprendersi dopo l’infarto. Ambulatori in grado di seguire fino a trenta pazienti al giorno

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Per due giorni, oggi e domani, si accendono i riflettori sul congresso di cardiologia preventiva e riabilitativa, che si svolge al centro congressi. Un’occasione importante per la cittadina e il suo ospedale, sede di uno dei due centri, l’altro è a Viareggio, per la riabilitazione cardiologica dell’azienda Usl Toscana Nord Ovest.

Ogni anno circa 100 pazienti della provincia di Livorno e non solo si rivolgono per trattamento riabilitativo, dopo interventi al cuore o per scompenso cardiaco, alla cardiologia di Cecina e altri 250-300 vengono seguiti a livello ambulatoriale, spiega il dottor Elio Venturini, responsabile della cardiologia preventiva e riabilitativa ospedale cecinese, una delle due strutture pubbliche dell’area costiera. Considerato che altri centri convenzionati sono a Firenze, Massa e Volterra. «Nonostante i progressi della terapia nella fase acuta delle malattie cardiovascolari (per esempio dopo un infarto, la mortalità nel medio-lungo periodo resta elevata, sono ancora una delle principali cause di morte». È chiaro che cardiologia preventiva e riabilitativa è importante per accompagnare il paziente verso il ritorno alla quotidianità. Le valutazioni vanno fatte caso per caso, quantificando l’entità del danno subito dal cuore. Nella maggior parte dei casi, spiega il medico, si può ritornare a fare le stesse attività che si facevano prima dell’infarto: lavoro ed attività fisica adeguata. Anzi spesso il ritorno alla “normalità” comporta un risvolto in positivo in termini di sofferenza psicologica che segue sempre la comparsa della malattia. «Il paziente è convinto e motivato a correggere il suo stile di vita adottando i giusti accorgimenti». Il congresso farà il punto su questi aspetti, «dai fattori di rischio, alla dislipidemia, sino allo scompenso e alla sindrome coronarica cronica. È importante che la politica investa risorse pensando alla cardiologia riabilitativa come strumento insostituibile per la prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari» spiega il dottor Venturini.

A Cecina la cardiologia riabilitativa è cresciuta di pari passo con l’Utic, dove sta per essere inaugurata una nuova sala destinata all’impianto e sostituzione di pacemaker e defibrillatori. «Da noi i pazienti trovano due servizi: il primo riguarda i pazienti colpiti da infarto, l’altro invece offre trattamenti ambulatoriali, organizzati per accogliere fino a 30 pazienti al giorno. Inoltre a breve sarà operativo un centro aritmologico in grado non solo di gestire l’impianto dei vari tipi di pace-maker, ma anche di trattare con metodiche ablative le più frequenti aritmie» aggiunge Venturini.

La terapia dell’infarto acuto come l’angioplastica primaria hanno ridotto la mortalità in modo significativo. Tuttavia le misure di prevenzione secondaria e la riabilitazione cardiologica «sono fra quelle che hanno il merito dell’allungamento dell’aspettativa di vita perché assicurano il mantenimento nel tempo del buon risultato delle terapie nella fase acuta. Per questo restano importanti servizi come il nostro a Cecina.

Che cosa trovano i pazienti in questi ambulatori? «Oltre al cardiologo, il fisioterapista, l’infermiere con competenze di prevenzione cardiovascolare e riabilitazione, lo psicologo e il nutrizionista. Queste ultime due figure professionali stanno collaborando a titolo volontaristico e mi auguro possano presto essere istituzionalizzate. Trattiamo il paziente a livello multisciplinare in modo che possa essere accompagnato in un percorso di ritorno alla vita che aveva prima dell’evento acuto».


© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze