Il Tirreno

L’Sos

L’Avis lancia l’allarme sangue,1.100 donazioni in meno nel 2022: «Ci vogliono nuovi volontari»

di Michele Falorni
L’Avis lancia l’allarme sangue,1.100 donazioni in meno nel 2022: «Ci vogliono nuovi volontari»

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. C’è bisogno di sangue e il presidente dell’Avis di zona Bassa val di Cecina, Massimo Simoncini, fa il punto. Che è critico, perché nel periodo dal 1° gennaio al 30 settembre di quest’anno le donazioni – compreso il plasma – nei comuni di Castellina, Cecina, Montescudaio, Riparbella e Rosignano sono state 3.208, ben 1.100 in meno dello stesso periodo nel 2021. Un problema che Simoncini, rieletto nel 2022 per il secondo mandato quadriennale, prova a risolvere incontrando i sindaci e gli amministratori per diffondere la cultura della donazione.

Alla lettera ufficiale inviata nelle settimane scorse sono seguite la visita e la consegna di opuscoli e materiale informativo ai dipendenti. La prossima mossa sarà tornare nelle scuole perché il futuro dell’associazione sono le nuove generazioni e il ricambio è indispensabile. Il testo spedito ai Palazzi civici è un progetto dal titolo “Non si può creare, ma si può donare”. Leggendolo, ha confermato il presidente, si capisce che già nei primi sei mesi di quest’anno i prelievi sono diminuiti di circa il 6 per cento e numerosi interventi in sala operatoria sono stati rinviati poiché mancano le sacche.

«Il calo è dovuto a chi ad esempio lavora fuori sede oppure non ottiene il permesso, chi ha visitato un paese straniero a rischio di trasmissione delle malattie e all’uso delle droghe – spiega –. Ricordo che uomini e donne possono donare sangue e plasma fino a 60 anni: basta che siano maggiorenni e pesino almeno 50 chili. Sono preoccupato perché non esiste una compensazione regionale a fronte di bisogni crescenti non soltanto negli ospedali. Ci vogliono nuovi donatori. Sottolineo che oltre alle amministrazioni ho scritto alle forze dell’ordine e alle quattro confessioni religiose sul territorio (cattolici, musulmani, buddisti ed ebrei) affinché tutto il tessuto sociale comprenda il momento delicato».

Simoncini sottolinea poi che tra i 79.322 abitanti residenti nei dieci comuni della Bassa val di Cecina al 2021, solo il 3,25 per cento – pari a 2533 donatori – sostiene la causa. Il suo obiettivo sarebbe arrivare almeno al 4 percento, incrementando in modo concreto la disponibilità di sangue e plasma. Non a caso, con i suoi collaboratori ha pensato alle scuole, partendo dalle elementari per arrivare alle superiori con un meccanismo semplice: incontri in cui presentare l’attività dell’Avis, ricordare che esistono le sezioni cittadine alle quali rivolgersi e consegnare ai bambini e agli studenti i libretti con spiegazioni.

Le iniziative dei giorni scorsi nei supermercati Coop di Rosignano, Cecina e Donoratico hanno permesso all’Associazione volontari italiani del sangue di allargare il proprio raggio di azione e intercettare fasce trasversali di residenti. A chi ha posto domande, i responsabili hanno sempre detto che donare significa estendere la rete della solidarietà, mantenersi sotto controllo e rispondere a un bisogno urgente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web