Il Tirreno

Ricordi, trofei e vecchie glorie. Il primo secolo del Rosignano

di Michele Falorni
Ricordi, trofei e vecchie glorie. Il primo secolo del Rosignano

Allo stadio comunale la celebrazione della società fondata nel lontano 1922. Nell’occasione presentata la nuova maglia che sarà indossata dai biancoblù

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Una storia centenaria e la voglia di guardare al futuro con rinnovato vigore. Il Rosignano Solvay 1922 ha spento ieri sul prato dello stadio Comunale di via della Repubblica le cento candeline. Appena prima che la prima squadra biancoblù schiantasse il Salivoli nel campionato di Seconda categoria dove sta dominando la classifica. Stavolta però la vittoria è arrivata dopo il buon auspicio delle vecchie glorie (Alberto Lazzerini, giocatore e allenatore, in testa) che hanno stretto la mano ai dirigenti e ai ragazzi.

Il presidente Gabriele Nelli, scortato dagli applausi della tribuna, ha anche mostrato la nuova casacca biancoblù, un inno al passato e alla storia della società. Dopodiché, per tutta la giornata, il giornalista Enrico Salvadori, accompagnato dalla voce di Mirella Ingratta, ha raccontato ai bambini e alle famiglie, ai sostenitori e ai cittadini l’intera giornata senza un attimo di pausa.

Tra i mille ricordi di questi cento anni di storia svettano la Coppa Italia dilettanti conquistata nella stagione 1984-85, i successi ottenuti dal presidente Silvestro Polzella (con la vittoria sul terreno del Pisa) , la scalata alla serie C degli anni’60 e i volti dei tesserati che hanno dato il loro contributo alla causa una stagione dopo l’altra. Una curiosità: lo stadio, dedicato a Ernesto Solvay, ha ospitato la società fin dai inizi. La Filarmonica Solvay ha quindi suonato l’antico inno del 1922, Marcello Gattini e Giacomo Cantini hanno presentato il numero speciale di “Alando” nel quale, scorrendo tra le pagine, si trovano le tracce della prima gara contro il Mazzini Livorno e soprattutto la descrizione delle origini (con il gruppo fondatore nato durante una festa di paese che prevedeva competizioni ciclopodistiche) .

Giuseppe Landi fu il primo capitano di quel Rosignano e Gino Corsini il primo a raggiungere la Serie A nel 1929-30. «Bisogna sentirsi parte della comunità – hanno affermato i due grandi ex biancoblù – e sostenerne sempre i colori».

Un invito esplicito al gioco di squadra e a frequentare il campo in nome dello sport e del suo messaggio. Dopo la sfida di campionato, la presentazione dei nomi storici: Roberto Tancredi (che da Rosignano arrivò alla Juventus) , Stefano Da Mommio e Roberto Franzon sono alcuni di questi ai quali la campionessa olimpica di judo Giulia Quintavalle ha stretto la mano augurando «al calcio e alle altre discipline una crescita costante accompagnata dalla partecipazione della gente». Tra gli invitati è sbucato il difensore Cesare Filippini, giunto dal nord Italia appositamente per riabbracciare i compagni di spogliatoio con i quali nel 1961-62 vinse la serie D e volò in serie C. «Svolgevo il servizio militare in aeronautica a Livorno – racconta – e l’esperienza qui è stata fantastica. Perciò torno volentieri ogni anno».

Nel 1987 arriva il titolo italiano categoria Giovanissimi dilettanti con Eros Chesi in panchina. Un colpo senza precedenti. La fusione del primo luglio scorso ha riportato infine sotto l’egida di un’unica società la realtà di Rosignano. Questo il direttivo: il presidente Gabriele Nelli e i dirigenti Luciano Fiaschi, Sauro Masini, Ilvo Bianchi, Fulvio Tognotti, Paolo Rotelli, Filippo Ceccanti, Gian Maria Ragazzi, Giuseppe Infimo, Marco Giomi, Adriano De Pieri, Enrico Salvadori e Franco Bilanceri. Alla gestione affari legali l’avvocato Roberto Nuti.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web