Il Tirreno

L’incarico

Un nuovo medico per Guardistallo: «Qui per un anno ma voglio restare»

di Gabriele Buffoni
Tommaso Casciano
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Tommaso Casciano

Il dottor Casciano ha 28 anni: per lui questo è il primo incarico ambulatoriale

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GUARDISTALLO. Si è laureato a fine aprile in medicina. Ma il tempo di festeggiare, il dottor Tommaso Casciano, non ce l’ha quasi avuto. Né in realtà lo ha cercato. Riposta la corona d’alloro, ha imbracciato camice e stetoscopio e si è subito rimboccato le maniche. «Mi sono dedicato alla guardia medica a Cecina e ho prestato servizio anche come guardia medica turistica, durante l’estate, a Marina di Bibbona - racconta - volevo quanto prima farmi le ossa: in questi casi si vede di tutto, anche perché si viaggia con una media di 30-40 pazienti al giorno. Ma non c’è continuità assistenziale: li vedi una volta e poi spariscono. Non è quello che cercavo personalmente».

Così, nell’arco di una manciata di mesi, Casciano è arrivato al traguardo di ottenere un ambulatorio - e la conseguente responsabilità di un intero paese di circa 1.200 anime - sotto la propria responsabilità.

Da pochi giorni infatti Tommaso Casciano, originario di Cecina, è il nuovo medico di famiglia di Guardistallo. Ha raccolto le redini dal dottor Marco Menocci, approdato alla pensione il 3 ottobre, e da due settimane è lui ad occuparsi dei tanti pazienti del territorio comunale. «Sono stato accolto con grande calore - racconta il giovane dottore - sia dalla gente del posto, molto semplice ma altrettanto genuina nei rapporti, che dal sindaco Sandro Ceccarelli: è stato lui in persona a farmi conoscere il parroco, il presidente della croce rossa e parte delle autorità comunali. In paesi come Guardistallo la figura del medico è un po’ un pilastro della comunità, molti la prendono a riferimento. E di pari passo - spiega - questo aumenta anche la responsabilità del ruolo che mi trovo a ricoprire».

Per prepararsi Tommaso ha seguito il dottor Menocci nelle ultime settimane prima della pensione, facendosi istruire sia sulle questioni meramente burocratiche che su come rapportarsi ai pazienti, alle loro abitudini e ai bisogni di una comunità ristretta ma comunque particolarmente unita e con necessità particolari come quella di Guardistallo. «Molti miei pazienti sono persone anziane - racconta il giovane medico - che non hanno solo bisogno del consiglio del dottore o della prescrizione di un medicinale, ma anche di un rapporto di vicinanza umano che le faccia sentire anche meno sole, che dia importanza alla loro condizione. Ho capito dal mio predecessore che ascoltare le persone in ambulatorio è tanto importante quanto individuare una terapia».

Per il 28enne l’incarico a Guardistallo è per ora soltanto annuale. «Ma spero di rimanere - rivela Casciano - ora sto puntando a entrare in un percorso specialistico: mi piacerebbe proseguire sulla strada di medicina generale, affermarmi come medico di famiglia. Oppure dermatologia. Però mi rendo conto che qui a Guardistallo manca un punto di riferimento medico, e le persone ne hanno bisogno. Per questo mi piacerebbe rimanere qui, un domani, a gestire questo ambulatorio e prestare il mio servizio alla gente di questo paese».

 

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