Il Tirreno

La storia

Don Bruno è pronto a partire A 80 anni fa di nuovo il cammino verso Santiago di Compostela

di Cecilia Morello
L’ultimo Cammino effettuato dalla parrocchia nel 2021
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L’ultimo Cammino effettuato dalla parrocchia nel 2021

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RIPARBELLA. L’appuntamento è fissato per domenica 16 davanti alla chiesa di Riparbella. Qui, dopo la benedizione, verrà consegnata ai partecipanti la carta del pellegrino e partirà il 15esimo viaggio da Lugo a Santiago di Campostela, il Cammino Primitivo. A guidarlo sarà ancora una volta Don Bruno Chiavacci, il parroco di Riparbella che a 80 anni non si ferma. «Mi tengo in allenamento, faccio 10-15 chilometri al giorno, anche questa mattina sono a Marina a camminare. Per ora continuo a farlo bene e non mi fermo». In questo caso però si tratta di fare 150 chilometri in 5 giorni. A partire sono 26 fedeli, da Riparbella ma anche da Castellina, Cecina, perfino da Firenze e Genova. Ce ne sono di giovani e giovanissimi, ventenni e trentenni. Ma anche di più “attempati”. «Ma sono preparatissimi – assicura don Bruno -. C’è una storica pellegrina, di Castellina, Miriam Barbini, settantenne, ma è allenatissima e non si perde un Cammino, anzi, ogni anno e non vede l’ora di partire». Negli ultimi anni è “saltato” solo l’anno del Covid. «Non potevamo andare in Spagna, allora abbiamo fatto il cammino da La Verna a Assisi, che è impegnativo perché c’è di mezzo l’Appennino ma è stato bello». Quest’anno è stato anche il venticinquesimo del pellegrinaggio a Montenero. «Siamo partiti da Riparbella alle 4 del mattino e nel pomeriggio siamo arrivati al santuario dove abbiamo riportato lo stemma del Comune». L’arrivo a Santiago di Campostela è previsto per sabato 24. Il gruppo di pellegrini si tratterà poi tre giorni al santuario e poi si recherà a Capo Finisterre, sulla costa. Dove l’antico rito prevede il bagno di purificazione e il falò degli abiti indossati durante il cammino. «Per tornare a casa rinnovati, che poi è il messaggio del Cammino». Non tutti i partecipanti sono mossi da motivazioni di fede. «Si parte per la spiritualità di questo pellegrinaggio, e anche per la bellezza dei paesaggi che si possono ammirare. Cosa mi piace? In questo viaggio si incontra il mondo, tanti giovani. E tutti uniti da uno spirito di fede. E alla fine tutti trovano una visione nuova, dei valori che poi sono quelli del Vangelo. Non a caso all’arrivo quasi tutti fanno la confessione, anche chi parte meno convinto». Il sindaco, Salvatore Neri, ha scritto un messaggio di saluto ai pellegrini. «Un in bocca al lupo a Don Bruno e a tutti i pellegrini che si apprestano a percorrere il cammino di Santiago, un saluto in particolare al nostro parroco ormai veterano del Cammino ad i nuovi pellegrini che quest’anno gli fanno compagnia. Arrivare al cospetto della cattedrale è la meta tangibile del Cammino, ma non ne è l’autentico obbiettivo finale. Il Cammino è certo un percorso in senso fisico lungo, tuttavia, è anche e soprattutto un itinerario interiore altrettanto lungo e tortuoso che molti intraprendono per riscoprire sé stessi o dare una svolta al proprio modo di vivere e pensare. Il turista viaggia, l’escursionista cammina, il pellegrino cerca».

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