Il Tirreno

La polemica

Spostare i binari della ferrovia idea buona ma “impossibile”

Giuliano Favilli, Don Matteo Seu, Filippo Amodeo
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Giuliano Favilli, Don Matteo Seu, Filippo Amodeo

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ROSIGNANO. Che il paese di Solvay sia penalizzato e tagliato in due dai binari ormai è chiaro a tutti. E’ però la sua storia, per molti è difficile se non quasi impossibile cambiare la geografia della frazione traslando i binari. La proposta del comitato di cittadini “Ferro-Via”, che si è costituito nei giorni scorsi e che punta alla riqualificazione della costa tra Vada e Castiglioncello, in generale piace ma molti la ritengono difficile da realizzare. Che cosa propongono? Lo spostamento della linea ferroviaria nel tratto da Rosignano Solvay fino a Castiglioncello attraverso l’interramento dei binari o il trasferimento della linea tirrenica lungo i terreni a monte delle due frazioni costiere.

Siamo andati, di sabato mattina, a Rosignano Solvay per chiedere ai cittadini, in particolare a chi vive nella zona della ferrovia che idea di sono fatti del progetto da almeno 110 milioni di euro, per interrare il percorso della ferrovia. «Spostare la ferrovia?» si chiede la maggior parte dei cittadini che abita tra l’Aurelia e piazza della Repubblica. «Ma se non riescono nemmeno a fare funzionare l’ascensore che va un giorno sì e un giorno no». L’Aurelia a senso unico con una grande pista ciclabile, a dimensioni adatte ai camion, come la descrivono i residenti, la realizzazione di un sottopasso pedonale che ha finito per aumentare le distanze tra le due parti del paese, sono i problemi più sentiti nel quartiere.

«Cosa volete che vi dica? – rispondono al Bar Baldini – noi siamo vicini alla stazione e ci lavoriamo. Abbiamo pochi elementi per valutare il progetto, preferiamo non fare alcun commento,. Se proprio volessimo entrare nel merito dei problemi – dice Antonella Baldini – forse si potrebbe dire che il senso unico sull’Aurelia non ha aiutato il commercio».

«Il paese è nato così, tagliato in due dalla ferrovia, ormai non ci si fa più caso – dice Filippo Amodeo – magari se questo ascensore si decidesse a funzionare. Invece è sempre guasto. Anche in questi giorni l’ascensore che collega a piazza della Repubblica è chiuso. Durante la verifica decennale sono emerse alcune criticità relative all’ascensore di piazza della Repubblica. In particolare, è stata rilevata una lesione all’argano di sostegno della cabina. «Chissà quando lo rimetteranno in funzione», commenta la cliente di un panificio lungo l’Aurelia.

«Dovevano fare un collegamento migliore tra le due parti del paese – dice Giuliano Favilli che incontriamo sulla piazza davanti a una lavanderia – la piazza è sempre deserta. Qualcosa dovranno pur pensare per il paese».

«Non sarebbe una brutta idea quella dello spostamento della ferrovia – commenta Marzia La Pietra – non è così scomodo usare il sottopasso ma dare un vero centro al paese potrebbe essere utile».

«L’idea è anche giusta – è il commento di don Matteo Seu, parroco di Solvay mentre scende con la sua bicicletta portata a mano nel sottopasso – ma con l’aria che tira dove li trovano i soldi. Interrare i binari però forse sarà più complesso, siamo vicini al mare, basta scavare poco per trovare l’acqua. Riuscire a creare un centro per il paese, con una piazza che unisce le due parti, quella a monte e quella lato mare, forse potrebbe aiutare anche ad aumentare il senso di comunità e di partecipazione alla vita del paese». Il dibattito è aperto. Ritornerà più volte nei prossimi mesi e anche quando si avvicinerà il tempo delle amministrative per eleggere sindaco e consiglio comunale.

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