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Il caro bollette chiude il sipario: L’Ordigno rinvia la stagione
Il costo dell’energia è diventato insostenibile per la piccola realtà di Vada D’agosto il conto della luce è stato di 3mila euro, da qui la decisione del direttore
VADA. Il caro bollette chiude il sipario del teatro L’Ordigno: il consueto annuncio dell’inizio stagione quest’anno è sostituito da un drammatico messaggio del direttore Franco Santini, che comunica il rinvio della programmazione a gennaio per il costo insostenibile dell’energia.
Mega bolletta
I corsi sono appena ripartiti ma l’Ordigno dovrà chiedere un contributo maggiore per l’affitto alle associazioni ospiti e risparmiare sul riscaldamento. Nessuno di noi avrebbe mai immaginato di arrivare alla situazione che invece stiamo vivendo. Alla base delle decisioni c’è la bolletta della luce di agosto di 3. 148 euro, quadruplicata rispetto agli altri anni. «Siamo in crisi nera – esordisce Santini – come del resto tutti gli altri che pagano le bollette, solo che essendo un’associazione culturale i nostri introiti sono ben diversi. Dobbiamo alimentare un impianto di 32 kilowatt per la luce, gli allestimenti scenici e le attrezzature, poi ci sarà il riscaldamento per l’inverno. Quando abbiamo ricevuto la bolletta della luce di agosto abbiamo capito che non potevamo andare avanti. Di solito pagavamo circa 800 euro al mese, diciamo 8 mila euro l’anno, se ora si arriva a 30mila è chiaro che non ci si può fare, dovremmo guadagnare centocinquanta euro al giorno per coprire i costi. Abbiamo interpellato il Comune di Rosignano, che ci dà un aiuto fino a dicembre, quindi possiamo garantire almeno due iniziative entro fine anno, e qualche altra attività». Un duro colpo per il teatro che è per tanti un punto di riferimento culturale.
In programma ci saranno dunque l’iniziativa per la giornata contro la violenza sulle donne il 25 novembre e a metà dicembre un omaggio a Luciano Bianciardi in occasione del centenario della nascita dello scrittore grossetano.
L’aiuto del Comune
Dell’autore de “La vita agra” Santini infatti sta adattando un testo sui minatori della Maremma per farne uno spettacolo teatrale.
Nonostante gli sforzi per mantenere le attività è netta la differenza col cartellone 2021-22, iniziato il 31 ottobre e andato avanti fino ad aprile, con oltre 40 appuntamenti. L’incognita maggiore sarà a gennaio, poiché solo «se i costi rientreranno a livelli accettabili riprenderemo la programmazione» scrive il direttore sulla pagina Facebook del teatro, lasciando in sospeso spettacoli e concerti di riferimento per il pubblico di zona. Diversa è la situazione dei corsi che storicamente ospita l’Ordigno, coordinati da Sara Nelli, molti dei quali partiti il 3 ottobre. Si tratta di numerosi corsi che comprendono i 4 di teatro tenuti da Artimbanco, quelli musicali dell’associazione “Il Faro”, ma anche i percorsi di canto, yoga e animazione teatrale rivolti agli utenti del servizio salute mentale dell’Asl (ex centro diurno del Casone) e i corsi di Attività Fisica Adattata del Uisp, frequentati per lo più da anziani, che devono ancora iniziare.
«Per quelli partiti il 3 ottobre abbiamo dovuto rivedere l’affitto della sala con le associazioni – spiega Santini – abbiamo fatto accordi con ciascuna in base all’attività che svolge, per esempio prevedendo uno spettacolo in più per farle incassare e attutire i costi. Il fine ultimo è evitare di gravare troppo sugli allievi, altrimenti dovrebbero rinunciare alle lezioni».
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