Il dolore
La proposta dei cittadini: «Spostare la ferrovia tra Vada e Castiglioncello si può»
Nasce un comitato per portare avanti l’idea progettuale. «I binari ostacolano lo sviluppo turistico dei nostri centri sulla costa tagliati in due»
CASTIGLIONCELLO. Interrare o traslare la ferrovia nel tratto compreso tra Vada e Castiglioncello per permettere uno sviluppo turistico e commerciale sulla costa. Questa l’idea del Comitato presieduto dall’architetto Paolo Bini, che si è ufficialmente costituito. I promotori della proposta, un primo passo per uno sviluppo turistico e commerciale della costa, sono Enrico Colombaioni, Giacomo Cantini, Claudio Marabotti, Claudio Gasparoni, Michela Bordoni, Andrea Valentini e Renzo Pardini. Segretario: Giuliano Carli. «Sin dal 1982, appena laureato – dice Bini – ho iniziato a proporre progetti come quello di interrare la ferrovia, creare un campo da golf nella zona delle Spianate, rendere pedonabile via Fucini. Sono dunque contento di aver trovato un gruppo di persone per portare avanti le mie idee». L’obiettivo del Comitato, che si chiamerà “Ferro-via”, è quello di spostare il percorso ferroviario tra Vada e Castiglioncello per poi approfittare della nuova condizione e procedere ad uno sviluppo turistico delle due frazioni. Uno sviluppo che consenta a Rosignano Solvay e Castiglioncello di approfittare delle potenzialità turistiche presenti nella zona. Quattro le proposte illustrate da Renzo Pardini:«La prima: interrare i binari a nord di Vada, creare a Caletta una stazione interrata a servizio di Rosignano e Castiglioncello e proseguire, risalendo in superficie e passando a monte di Castiglioncello, fino a ricongiungersi con l’attuale linea ferroviaria al Fortullino». La seconda ipotesi: « Dopo Vada deviare in superficie i binari che dovrebbero passare verso l’interno creando poi una stazione a monte di Caletta per ricongiungersi all’attuale linea al Fortullino». Terza ipotesi progettuale: «interrare i binari a Vada creando una stazione interrata a Caletta e proseguire in sotterranea fino al Fortullino». Infine una quarta ipotesi: «utilizzare l’attuale linea ferroviaria Vada - Collesalvetti - Pisa con una stazione interna e collegamenti via terra per raggiungere Castiglioncello e Rosignano». Tutto ciò permetterebbe di liberare Rosignano Solvay dalla linea ferroviaria che divide in due il paese e pensare, sullo spazio che si verrebbe a creare, a nuove soluzioni urbanistiche per sviluppare strutture turistiche e commerciali. A Castiglioncello, togliere la linea ferroviaria, permetterebbe, dicono al Comitato, di guadagnare spazio nella zona del Quercetano; «un’area che potrebbe essere utilizzata a scopi turistici e commerciali». «Abbiamo già avuto un incontro – spiega Renzo Pardini – con la Regione Toscana e più precisamente con il capo di gabinetto dell’assessore alle infrastrutture e trasporti. Ci è stato suggerito di promuovere un incontro tra Regione, Comitato e Comune di Rosignano per verificare l’interesse delle proposte e la loro fattibilità. Una volta effettuato l’incontro verrà formalizzato un progetto. Quindi ci rapporteremo con tutti i rappresentati della società civile, gli operatori commerciali e turistici, i sindacati e organizzeremo banchetti per pubblicizzare le nostre proposte».
Proposte dietro alle quali stanno idee per uno sviluppo turistico delle due frazioni come quella di realizzare un campo da golf, nuovi alberghi, discoteche, prolungare la passeggiata a mare ed ampliare l’attività ricettiva delle spiagge.
Intanto stamani mattina due esponenti del Comitato incontreranno il sindaco Daniele Donati.
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