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Il giornalista aggredito da Beppe Grillo in tribunale: «Volevo chiedergli della Meloni...»
Marina di Bibbona, l'inviato di Rete 4 Francesco Selvi in aula: «Mi ha preso il telefono dicendo “È sotto sequestro”. Poi mi ha spruzzato addosso gel sanificante spingendomi giù dalle scale»
LIVORNO. «A Beppe Grillo stavo facendo una domanda su Giorgia Meloni, per capire se Fratelli d’Italia avrebbe sottratto voti al Movimento 5 stelle. Mi sono presentato normalmente, spiegando di essere un giornalista inviato per la trasmissione Mediaset “Dritto e rovescio”. Ho esordito dicendo “Le vorrei chiedere una cosa” e lui mi ha chiesto “Lei chi è mi scusi?”. Gli ho quindi ripetuto le mie generalità e il motivo per cui ero lì sulla spiaggia di Marina di Bibbona e a questo punto mi ha risposto “Le vorrei chiedere una cosa...”, strappandomi il telefonino dalle mani e mettendoselo fra le gambe. Poi lo ha messo su una finestra dicendo: “Questo telefono è sequestrato”, spruzzandomi addosso del gel sanificante e, dopo che avevo recuperato il cellulare, spingendomi giù dalle scale».
A parlare, davanti al giudice del tribunale Andrea Guarini, il giornalista fiorentino Francesco Selvi, 53 anni, l’inviato di Rete 4 che il 7 settembre del 2020 al bar dello stabilimento balneare “Il Cormorano” fu aggredito dal comico e garante del Movimento 5 stelle durante un’intervista. Grillo, difeso dagli avvocati Enrico Grillo e Francesco Bruno, per questa ragione è imputato per violenza privata e lesioni personali, con il dibattimento che si era aperto nel giugno scorso. Il giornalista, parte civile assistito dai legali Gian Claudio Emeri e Gianfranco Labile, rimase ferito con un trauma distorsivo al ginocchio sinistro dopo essere stato spinto giù dalle scalette del bagno e ieri pomeriggio ha parlato in aula in qualità di testimone. «Nel momento in cui ho ripreso il telefonino – sono le parole del cronista – sono stato investito dal gel detergente per le mani sul cellulare e sulla maglietta, con un secondo getto che mi ha colpito anche agli occhi. Lo ha spruzzato lui e presumo che fosse il flacone nella disponibilità del locale. Mi sono messo le mani in faccia e per evitare un altro schizzo ho girato le spalle a Grillo, che avevo di fronte. Dopo ho ricevuto una spinta fortissima, finendo giù per le scalette del bar e avvertendo una forte fitta al ginocchio sinistro e uno sfregamento su quello destro. Sono rimasto sempre in piedi, in un equilibrio precario e le ginocchia piegate. Al fatto hanno assistito anche un uomo e una donna. Dopo ho visto Grillo in cima alle scale e gli ho detto di istinto: “Che tu sei impazzito?”. Sono rimasto lì chiedendogli ripetutamente perché lo avesse fatto, cercando di riattivare lo smartphone che in parte funzionava e in parte no, visto che la registrazione si era sospesa. Faccio questo lavoro da 30 anni e non mi era mai accaduto niente di simile. Grillo è poi andato verso casa sua, presumo, e io a debita distanza l’ho seguito a quattro-cinque metri di distanza continuando a chiedergli perché si fosse comportato in quel modo e cercando di domandargli se il partito di Giorgia Meloni avrebbe sottratto voti al Movimento 5 stelle. Ero impaurito, sconcertato e dolorante. Tutto è avvenuto in 5-7 minuti. Dopodiché sono andato al pronto soccorso di Cecina».
A domanda del suo avvocato, Selvi, ha precisato come Grillo «non si sia mai scusato». «Credo che il fondatore del Movimento 5 stelle non volesse vedere un giornalista davanti a lui – ha poi risposto alle ulteriori domande in aula – Io lì ero in veste di cronista e a lui ho fatto una domanda legata all’attualità, anche se non mi è stato permesso di terminarla. Stavo attendendo la troupe di Mediaset, che è poi arrivata attorno alle 12.30 a causa dell’intenso traffico sulle strade, ma io ero già lì e vedendo Grillo sulla spiaggia andare verso il bar, per portare a casa il servizio giornalistico, l’ho seguito e registrando con il mio telefonino gli ho fatto delle domande».
Oltre a Selvi, che all’epoca aveva un contratto di collaborazione con la testata giornalistica di Mediaset, come parte civile si sono costituiti e sono stati ammessi anche il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e della Federazione nazionale della stampa italiana.
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