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Ruba caramelle dai bagni Graziella e picchia un agente: preso e liberato
Rosignano, il 39enne arrestato stava fuggendo con 30 euro fra chewing gum e bibite
ROSIGNANO. Armato di una pinza ha forzato la serratura e il lucchetto del bar dei bagni Graziella, a Castiglioncello, per fare irruzione all’interno, rompere una mensola, e rubare 30 euro fra birre, bibite e gomme da masticare. Poi, scoperto dalla polizia allertata per i forti rumori provenire dallo stabilimento balneare di Caletta, ha aggredito uno degli agenti del commissariato di Rosignano, un assistente capo coordinatore di 53 anni in servizio sulla volante come capo pattuglia, provocandogli ferite alla mano destra, al polso e alla tibia sinistri, per un totale di otto giorni di prognosi.
Il trentanovenne macedone Sedat Nuredini, attorno alle 4 di ieri notte, è stato arrestato con le accuse di furto aggravato (poi riformulato dal pubblico ministero di turno Pietro Peruzzi in rapina impropria), resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Il blitz degli agenti, avvertiti da una chiamata giunta prima al 112 e poi alla sala operativa, è avvenuto mentre l’uomo si trovava ancora dentro il casottino di legno della struttura. Alla loro vista, i poliziotti, gli hanno intimato di alzare le mani. Ma lui, stando alla ricostruzione dell’accusa, avrebbe gettato a terra una pinza tentando la fuga. A questo punto, dopo un breve inseguimento, ha reagito al poliziotto aggredendolo. Ma è stato comunque fermato e portato negli uffici del commissariato per essere arrestato in flagranza di reato. Nella sua disponibilità, oltre alla pinza, è stato trovato e sequestrato pure un cacciavite con testine intercambiabili.
Il sostituto procuratore, ritenendo sottostimato il reato contestato dalla polizia di furto aggravato, ha deciso di riqualificare l’accusa principale in rapina impropria, quindi aggravandola, visto che alla vista degli agenti Nuredini ha tentato la fuga picchiando uno di loro e mandandolo all’ospedale. E ieri pomeriggio, davanti al giudice Davide Miniussi, l’arresto è sì stato convalidato ma, su richiesta dell’avvocato difensore Nicola Giribaldi, derubricato il reato principale da rapina impropria consumata a tentata e respinta la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla procura, con il trentanovenne che è libero con il divieto di dimora a Livorno.
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