Il Tirreno

Energia

San Vincenzo, caro bollette: il paese si spegne. Tante attività pronte a chiudere

Manolo Morandini
San Vincenzo, caro bollette: il paese si spegne. Tante attività pronte a chiudere

Le testimonianze di alcuni ristoratori e commercianti della zona pedonale

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SAN VINCENZO. Più spento del solito. Anzi, un mortorio. È il rischio alle porte per il centro urbano di San Vincenzo. Il caro bollette potrebbe trasformare in stagionali quelle attività che da sempre sfidano l’inverno e contribuire a tenere vivo il paese. Il problema va oltre i portafogli di commercianti e imprenditori, diventa sociale.

«Abbiamo aperto il 24 aprile. La prima bolletta elettrica è stata di 350 euro, la seconda di 500 e la successiva di 2.500. Ci stiamo già chiedendo chi ce lo ha fatto fare di aprire l’attività?». Così Simona Melosini dell’insalateria Green & Go Garden. Che aggiunge: «Si è determinata una situazione in cui la prospettiva lavorativa non sei più tu a determinarla, non dipende dalle tue scelte ma da fattori esterni». È l’unica pasticceria in centro La Galleria. «Sono talmente tante le incertezze che abbiamo deciso di anticipare la chiusura per ferie di un mese. Chiudiamo a ottobre e vediamo che cosa succederà nel frattempo». A parlare è Riccardo Macchia che con il fratello Roberto gestisce lo storico locale. «È difficile capire come comportarsi perché se a casa puoi trovare dei modi per risparmiare con un’attività in cui hai macchinari e il forno che devi tenere in funzione per lavorare è difficile avere dei margini – sottolinea –. La bolletta di agosto non è ancora arrivata, ma tra giugno e luglio abbiamo toccato 9mila euro contro i 2. 500 dello scorso anno. Servono provvedimenti dello Stato».

Il titolare del grill osteria Maremma Maiala Ivan Verniero non ci gira intorno: «Ci riteniamo fortunati, a noi le bollette sono solo raddoppiate rispetto a un anno fa. Ma tra tutti gli aumenti che ci sono diventa difficile garantire l’apertura nei mesi invernali, quando lo facevamo con l’obiettivo di pareggiare i conti e dare un servizio. Dovremmo lavorare in rimessa. È difficile rivoluzionare un’azienda che è strutturata per funzionare con tre persone in cucina e due in sala».

Francesco Creatini del bar gelateria Il Pinguino sa già che la bolletta di agosto sarà una mazzata. «A luglio è stata di 5.700 euro a fronte dei 1.100 dello scorso anno per un consumo analogo. A queste cifre so già che in mesi come novembre non potrò stare aperto. Nelle bollette stanno finendo i guadagni che riusciamo a fare in estate per affrontare il resto dell’anno. È una situazione al di fuori di ogni portata, si possono rateizzare gli importi ma le rate sono comunque alte e da pagare». A Bottega è l’unico negozio alimentare del centro. «Stiamo spendendo il triplo per l’elettricità rispetto allo scorso anno – dice Arianna Ascione –. Abbiamo cercato di mantenere gli stessi prezzi. I margini per aumenti sono contenuti dobbiamo misurarci con la grande distribuzione. Da quest’anno per la prima volta oltre al giorno di chiusura del mercoledì lo faremo anche la domenica, per provare a contenere i consumi». Bolletta triplicata alla pizzeria New Hemingway. «Da 1.200 euro a luglio dello scorso anno è schizzata a 3.200 – dice il titolare Luca Mariotti –. In estate si lavora e si può fare fronte anche a spese di questa portata ma nei prossimi mesi con il calo di clienti avrò consumi che sono insostenibili. Il forno per cuocere le pizze devo comunque mantenerlo acceso e non è pensabile far pagare ai clienti le pizze quattro volte di più dei prezzi di oggi. È una situazione che ci porterà a chiudere in inverno».




 

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