Toscana
Quando i Rokes suonavano al Sirena e il dancing sul mare richiamava i giovani
Oggi l’insegna non brilla più, è nel degrado. Si torna a parlare della riqualificazione dell’edificio
CASTIGLIONCELLO. Una Sirena con la coda e la spuma del mare. Oggi l’insegna non brilla più, perché la struttura del vecchio dancing, del ristorante e dello stabilimento balneare versano in stato di abbandono come è accaduto per il Ciucheba di Castiglioncello, dopo che le luci stroboscopiche della pista da ballo si sono spente per sempre. La struttura è stata chiusa due anni fa per motivi di sicurezza, in conseguenza di alcuni crolli. E all’inizio di luglio 2022 in consiglio comunale a Rosignano è stata presentata e discussa una variante al piano regolatore per poter procedere alla riqualificazione della struttura. La concessione demaniale era stata rilasciata la prima volta a inizio anni ‘60 e da allora il Sirena era sempre stato stabilimento balneare, dancing (poi dismesso), bar e ristorante. Un polo d’attrazione per il turismo estivo. L’idea progettuale di recupero prevedeva anche la possibilità di realizzarvi una residenza turistico alberghiera, ma con la chiusura del 2021 si è innescato un processo di degrado mentre andava a decadere la concessione demaniale. Con la variante al piano regolatore si è prevista la riduzione delle possibili destinazioni d’uso e la semplificazione dei procedimenti per il recupero dell’immobile, perseguendo l’obiettivo di porre le basi per una nuova assegnazione della concessione demaniale, quindi tornare alla vecchia destinazione. Sarà possibile presentare osservazioni alla Variante Sirena (pubblicata il 31 agosto sul Burt della Toscana fino al giorno 29 settembre.
Qui c’è la storia e l’attualità. Sul Sirena si potrebbero scrivere tante pagine amarcord. Il Sirena, per Rosignano Solvay, è un pezzo di storia. Eravamo alla fine degli anni Sessanta. Frequentavo le elementari e il Sirena, distante cento metri da casa, era un luogo che accendeva la mia fantasia e quella delle amiche di classe. Un locale per ragazzi e ragazze da 16 anni in su. Per noi, allora, chi aveva quell’età era già una persona grande, quasi adulta. Le ragazze vestivano con la minigonna che Mary Quant aveva lanciato nel 1963. L’Inghilterra e la Swinging London (con i Beatles e i Rolling Stones) erano i miti da inseguire. Dentro il Sirena si ballava. D’estate c’era il juke-box. Più tardi arrivarono anche i primi DJ. Ma sul piccolo palco del locale passavano personaggi famosi. Erano gli anni della beat generation ed ecco materializzarsi ungiorno i Rokes di Shel Shapiro. Erano in quattro, erano inglesi e in Italia avevano trovato il successo: “È la pioggia che va”, “Bisogna saper perdere, “Eccola di nuovo”… Erano titoli da piani alti dell’hit parade dei 45 giri più venduti dove i Rokes aveva come antagonista l’Équipe 84 di Maurizio Vandelli. Un giorno d’inverno negli spazi in giro per le strade di Rosignano Solvay comparvero le locandine che annunciavano il concerto dei Rokes al Sirena. Sarebbe stato di domenica e quel giorno l’area della terrazza di quella che oggi è piazza delle Quattro Repubbliche Marinare pullulava di ragazzi e ragazze che aspettavano l’arrivo del gruppo I Grida, battimani, spintoni: riuscii a vederli fugacemente. Notai in particolare Shel Shapiro: impossibile non vederlo, data la sua altezza. Poi tutti e quattro vennero risucchiati dalla folla. Solo anni dopo riuscii finalmente a entrare al Sirena per assistere allo show di Donatella Rettore. Era il 1980 e cantava “Splendido Splendente” (uscito nel 1978) e “Kobra". Rettore, biondissima e punk, era vestita in maniera incredibile.
I “rivali” del Sirena erano la Barcaccina, sulla spiaggia di Vada mentre a Castiglioncello c’erano il Cardellino e il Ciucheba di Mauro Donati. Ma mentre negli ultimi due locali, fra il pubblico, sedevano spesso i vip, nel dancing di Rosignano si trovavano tanti frequentatori del posto e in estate si aggiungevano i villeggianti.
Creatura dei primi anni ‘60 del titolare del Mobilificio Lupi di Rosignano Solvay, il dancing negli anni seguenti aveva cominciato ad attirare ospiti famosi come i Camaleonti, le Orme, i Nomadi, i Ricchi e Poveri. Il primo cambio di proprietà fu nel 1964 quando Lupi passò la mano ad Alemanno Martini che portò avanti un progetto di ristrutturazione del locale dove, all’inizio, si ballava su un rettangolo di cemento lato strada. Poi venne ampliata la terrazza sul mare e con Martini fu edificato il dancing vero e proprio al coperto. Nel 1972 arrivò Renzo Paglianti che con la moglie Etna Tempesti resterà al timone del locale, ma anche dello stabilimento balneare, per oltre vet’anni. Poi ci sono state altre gestioni, fino alla chiusura. Lo stabilimento balneare ha continuato fino al 2020 ad aprire gli ombrelloni, le sdraio e poi i lettini. E per noi ragazzini di Rosignano nei ’60 e ’70 la meraviglia era e resta la piscina del bagno: una vasca d’acqua salata circondata sui quattro lati dal cemento, con un’apertura verso il mare per il ricambio dell’acqua. La guardavamo e ci sembrava quella di una star di Hollywood.
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