Il Tirreno

La storia di Bibbona

Bimbo annegato in piscina, i genitori anticipano le nozze per organizzare il funerale

Bimbo annegato in piscina, i genitori anticipano le nozze per organizzare il funerale

La cerimonia in municipio in forma strettamente privata. A unirli l’assessore del Comune di Bibbona Enzo Mulè, amico della famiglia

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BIBBONA. Dopo il “sì” un lungo abbraccio. Con una grande forza i genitori del piccolo Diego, annegato nella piscina della casa delle vacanze dei nonni, hanno trasformato la loro tragedia in una testimonianza di grande unione. Sara Fioravanzi e Matteo Montironi avevano programmato di sposarsi domani. La tragedia che li ha colpiti nel pomeriggio di sabato però ha stravolto ogni loro piano. Unendoli ancora di più.

Hanno infatti anticipato il matrimonio, celebrato con rito civile in municipio a Bibbona, alla presenza di pochissimi parenti. Da marito e moglie potranno dare l’ultimo saluto al loro amato figlio per poi tornare a Milano, dove vivono. A unirli l’assessore del Comune di Bibbona Enzo Mulè, amico della famiglia. Una delle persone con la quale i nonni hanno condiviso fin da subito l’enorme dolore della morte del nipote.


Chi vive queste situazioni spesso si chiude nel dolore, ma loro, i genitori del piccolo Diego, hanno reagito, provando a essere più forti del dolore. Nel ricordo del figlio, strappato alla vita da un destino crudele, sono andati avanti nel loro progetto, sia pure in maniera stravolta rispetto a quello che avevano sognato.

«Quando mi hanno telefonato chiedendomi di sposarli – racconta Mulè – ho pensato che fosse un gesto in grado di dimostrare la loro forza, nonostante quello che è successo per una serie di fatalità quasi inspiegabili per chiunque».

Immagini strazianti, che resteranno impresse nella memoria di chi era nella villa, sulle colline di Bibbona, la mattina della tragedia. Di chi è intervenuto subito dopo e di quanti in questi giorni si sono uniti al dolore dei genitori, dei nonni e dei familiari dello sfortunato bambino che avrebbe compiuto tre anni il prossimo ottobre. «Hanno dimostrato un grande coraggio – commenta Mulè – sono da prendere ad esempio. Questo ho detto anche durante la breve cerimonia».

Le indagini dei carabinieri e della Procura hanno confermato che si è trattato di un terribile incidente, escludendo responsabilità da parte dei nonni. Diego, sabato mattina, era rimasto a Bibbona, a casa loro, come tante altre volte era capitato. I genitori erano invece tornati a Milano per sbrigare gli ultimi impegni del matrimonio. Nella tenuta di Bibbona, quel pomeriggio, c’era anche lo zio materno. Tutte le attenzioni erano per il piccolo, abituato a giocare nella piscina. I nonni lo hanno lasciato mentre si stava divertendo accanto allo specchio d’acqua, nel quale poi è caduto – in base a quanto ricostruito -solo per recuperare un giocattolo. Pochi istanti sott’acqua gli sono stati fatali. Così quando la nonna si è accorta che il nipote non era più nel punto in cui lo aveva lasciato, a due metri da lei, è corsa a cercarlo e lo ha trovato riverso nell’acqua. Immediati quanto inutili i soccorsi: l’inizio di una tragedia senza fine.

«Credo che questi ragazzi abbiano dimostrato un atto di grande forza – dice Mulè – il loro dolore è diventato anche quello di chi li conosce». Domani – data che la coppia aveva scelto per sposarsi – potranno dare l’ultimo saluto, uniti più che mai, a Diego. Le esequie dovrebbero svolgersi in una chiesa del comune di Cecina in forma privata.

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