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Strada a rischio

Vada, incrocio delle tragedie: a settembre riapre il cantiere

Vada, incrocio delle tragedie: a settembre riapre il cantiere

Lo promette la Provincia che aveva appaltato i lavori

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VADA. Una rotatoria per migliorare la viabilità e la sicurezza, soprattutto, dello stradone di Vada. Lavori fermi, “causa traffico estivo”, ma in procinto, assicura la Provincia, di ripartire per concludersi nel giro di qualche mes. Dopo i tanti appelli, e incidenti anche molto gravi che si sono verificati sullo stradone di Vada, che dalla 206 conduce al paese, si era arrivati alla definizione di un progetto e all’apertura del cantiere per la realizzazione di una rotatoria e delle opere complementari. Un’opera dalla lunghissima storia, annunciata dalla Provincia (sua la competenza dal momento che la strada è provinciale) oltre 10 anni fa ma la cui realizzazione era sempre stata rinviata. Nel 2020 la Pro Loco addirittura provò a sollecitarla con una raccolta firme, una manifestazione pubblica proprio all’incrocio tra via della Torre (Sp 13) e lo stradone Belvedere e una lettera alla Presidente della Provincia. Alla fine, dopo l’ennesimo incidente, nel giugno del 2021 arriva l’annuncio: a settembre partiranno i lavori. Sono state quindi completate le procedure relative allo spostamento dei pali da parte di Enel e acquisite le aree interessate dalle opere. Poi nel mese di febbraio la morte di un operaio e la sospensione dei lavori, con la decisione di riprenderli direttamente in autunno ed evitare che i lavori coincidessero con tutto il periodo estivo, quando il traffico si fa più sostenuto. Una lunga pausa che finalmente adesso, nella prima metà del mese di settembre, fa sapere la Provincia, dovrebbe interrompersi. I lavori per la realizzazione dell’agognata rotatoria riprenderanno e dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno. Si tratta di un appalto da 350mila euro che era stato affidato dalla Provincia di Livorno alla fine del 2021. Nel weekend, a sei mesi dalla morte di Marco Cecchi, uno degli operai che lavorava nel cantiere per la realizzazione della rotatoria, ancora un incidente. Sempre lì, all’incrocio maledetto. Sei persone coinvolte e ferite e la dinamica che è sempre la stessa: uno scontro tra l’auto che arriva da via Belvedere e quella che percorre lo Stradone. Un uomo di 36 anni e una donna di 50, portati a Livorno in codice rosso. Nell’altra auto una famiglia spagnola: la mamma di 50 anni portata con l’elicottero a Cisanello, il padre portato a Livorno a scopo precauzionale, e due figlie di 21 e 11 anni, trasferite a Cecina. La più piccola successivamente è stata portata al Meyer per una contusione addominale e una frattura a una gamba. Il più grave dei feriti ha una prognosi di 45 giorni.

Proprio qui negli anni sono morte 11 persone. E lo stesso Cecchi ne è rimasto vittima perché all’incrocio due auto si sono scontrate e nello scontro uno dei due veicoli è finito contro il camion della ditta Slesa fermo sul cantiere, schiacciando l’operaio. E non si contano gli incidenti meno gravi ma che hanno coinvolto mezzi e persone. Decisamente troppi per attendere così tanto un’opera che possa andare a migliorare la sicurezza di una strada che è ormai tristemente nota come lo Stradone della morte. A poco sono servite le indicazioni e il semaforo lampeggiante.

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