Sicurezza
Il teatro di Cecina debutta a Todi con Bargilli & Pizzech
L’attrice in una piéce del direttore del Comunale
CECINA. È anche frutto del teatro cecinese lo spettacolo che debutta stasera sabato 27 agosto a Todi: “Il corpo della donna come campo di battaglia” ha la regia di Alessio Pizzech, direttore del teatro comunale De Filippo, ed è interpretato dall’attrice cecinese Marianella Bargilli. L’opera che apre il festival di Todi è coprodotta dal Comune di Cecina, che ha ospitato per alcune settimane di luglio le prove al teatro comunale. L’argomento è di straordinaria attualità perchè inserisce lo stupro nella secolare sopraffazione dell’uomo sulla donna, tanto più assurda nel cuore dell’Europa, oggi in Ucraina come decenni fa in Bosnia.
Qui si colloca il racconto del drammaturgo rumeno Matëi Vişniec, conosciuto per i lavori di denuncia delle storture nei regimi autoritari (da quello di Ceausescu è dovuto fuggire emigrando in Francia) ma anche di quelle nascoste dietro la libertà delle democrazie occidentali. “Il corpo della donna come campo di battaglia” affronta una delle armi più spietate delle guerre, la violenza sul corpo per umiliare ed annullare il nemico, in particolare su quello sulle donne, prime vittime della sopraffazione. Sullo sfondo dello spettacolo c’è la guerra in Bosnia, con l’uso sistematico degli stupri etcnici, e due donne che affrontano questa tragedia con punti di vista diversi: una psicologa statunitense, interpretata da Marianella Bargilli, e una bosniaca vittima di stupro (Annalisa Canfora). La regia di Pizzech si concentra sulla relazione tra le due donne e mette in luce le contraddizioni del presente. Perchè da una parte c’è il rapporto tra maschile e femminile, ancora sbilanciato nella società, che la guerra mostra nella sua tragicità, dall’altra c’è la drammatica attualità delle donne ucraine violentate dai russi. «Sarebbe bello se lo spettacolo potesse arrivare anche sul territorio dove lo abbiamo preparato – afferma Pizzech – nei nostri programmi abbiamo affrontato tante volte la dimensione femminile, e questo lavoro ha molto da dire in questo senso e in direzione della contemporaneità, sui valori che esprime l’Europa oggi, di fronte ad un conflitto che minaccia le sue fondamenta».
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