«Esistere non re-sistere»; un video oltre l’handicap
Iniziativa social di Holtre, l’associazione presieduta da Barbara Rossi: «Vogliamo un centro post-scolastico»
ROSIGNANO. «Com’è sottile il filo a cui sta a cui sta appesa la vita. Com’è facile lo stravolgere, troppo facile. Un giorno hai 30 anni aspetti un figlio, sei felice. Il giorno dopo hai un bambino disabile. Non hai nemmeno il tempo per fermarti e respirare. Devi subito combattere». Con queste parole, corredate da immagini struggenti quanto esplicite nel messaggio che vogliono inviare, inizia il video che Holtre, associazione che da anni si occupa di bambini e ragazzi con disabilità, ha postato su Facebook e su Istagram.
Guardate e diffondete
Un video che nasce per far capire la necessità che hanno questi ragazzi e le loro famiglie di avere un Centro dove potersi riferire e riunire quando termina il ciclo scolastico. Lo slogan di queste mamme e di questi padri che da anni si occupano dei loro figli speciali è: “Noi vogliamo esistere e non re-sistere”.
A spiegare il perché del video e delle richieste che l’associazione rivolge alle istituzioni è Barbara Rossi presidente di Holtre. «L’idea - dice - è nata questa primavera. Avevamo la necessità non di chiedere ma di urlare quanto i nostri ragazzi e le famiglie abbiano bisogno di un Centro di riferimento dopo aver terminato il ciclo scolastico. Un centro che non c’è nel territorio comunale ma neppure a Cecina o a san Vincenzo. I Centri esistenti sono tutti occupati da persone anziane. Lo chiediamo da anni alle Istituzioni. Ed allora abbiamo pensato di girare un video nel quale vengono descritte tutte le fragilità e la complessità che ogni famiglia vive quotidianamente quando ha un ragazzo con disabilità».
Un centro per giovani
Una volta girato il video eseguito da Alex Gasperini con testo e parole di Hanna Carpitelli con l’aiuto di Marina Orvitelli «lo abbiamo postato su Facebook e su Istragram. I social che sono così tanto seguiti dal pubblico».
Gli autori del video
L’associazione e le famiglie chiedono «un centro che possa essere un punto di riferimento una volta che i nostri ragazzi hanno terminato il ciclo scolastico, ossia quando hanno compiuto 18 o 20 anni. Un centro - spiega Barbara Rossi - dove i nostri figli possano ritrovarsi, svolger iniziative, vivere una propria quotidianità e non spegnersi all’interno delle quattro mura di casa. È vero, ai bambini con disabilità più grave viene corrisposto un aiuto economico. Ma non è questo il punto. Rimanendo a casa perdono la socialità, perdono la progettualità».
Vivere senza paura
Il messaggio affidato al video è chiaro, ha il merito di non girare intorno al problema: le famiglie che hanno ragazzi disabili si pongono una domanda di fondo, cosa faranno questi ragazzi quando i genitori invecchieranno, quando non ci saranno più. «Le associano presenti sul territorio riescono in qualche modo a sopperire, soprattutto in estate, ma non ci possiamo dimenticare che si tratta di volontariato, che non siamo indistruttibili, che i genitori invecchiano. Noi vogliamo esistere e non re-sistere. Questo è il punto - dice Barbara Rossi - se una ragazzo cresce è grazie alla comunità e noi vogliamo che anche i nostri ragazzi possano crescere con e dentro la comunità. Come associazione in estate mettiamo in campo tante iniziative ma non basta. Ecco la necessità di un Centro aperto estate e inverno che sia un punto di riferimento quotidiano per i nostri ragazzi. E di questo debbono occuparsi le Istituzioni. I nostri ragazzi e le famiglie ne hanno diritto».
L’associazione chiede a tutti i cittadini di guardare e passare questo video in modo che diventi “virale”.
«Ma vogliamo già annunciare - conclude Barbara Rossi - che non ci fermeremo al video, che prenderemo altre iniziative».
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