Lavori a rilento alla Mazzanta e «sarà solo un intervento tampone»
I ritardi, viene spiegato, sono dovuti alla fase di progettazione e alla reperibilità dei materiali. Riapertura a ottobre
ROSIGNANO. La piscina alla Mazzanta, a Vada, riaprirà in autunno. Ma solo per un periodo di tempo transitorio, in attesa che venga ultimato un nuovo impianto – attrezzato e di nuova generazione – a Rosignano Solvay.
Sono questi i piani del Comune di Rosignano Marittimo per risolvere una questione tanto annosa – la struttura è chiusa dal 2020, da quando la precedente società gestrice (la Sport Management) ha deciso di sciogliere anticipatamente l’impegno contrattuale – quanto discussa. Al punto che nell’ultimo consiglio comunale i gruppi di Movimento Cinque Stelle e Rosignano nel Cuore hanno presentato una mozione – respinta dalla maggioranza – per impegnare il sindaco Daniele Donati alla riapertura dell’impianto o a trovare un accordo con strutture turistiche con piscina per garantire l’attività sportiva delle associazioni interessate.
Lavori a rilento
Il cantiere alla piscina della Mazzanta è avviato ormai da un paio di mesi. Ma le difficoltà si sono susseguite ad un ritmo incalzante e preoccupante per l’esito finale dei lavori. Intanto i ritardi nella presentazione del progetto relativo agli interventi – soprattutto per quelli relativi all’impiantistica interna – e nell’esecuzione delle perizie tecniche. E poi l’ormai diffuso problema del reperimento dei materiali per avviare i lavori veri e propri affidati alla ditta Fpm Impianti di Piombino. «Un concatenarsi di complicazioni – commenta il sindaco Donati – che ci ha fatto accumulare continui ritardi. Quando potrà essere riaperta la piscina di Vada? Ho imparato a non sbilanciarmi – dichiara – tutto dipende dalle forniture dei materiali e dal fatto che non si debbano aggiungere ulteriori interventi. Presumibilmente, in autunno l’impianto potrebbe tornare a disposizione degli utenti».
Gli interventi necessari sono tanti e importanti. «La piscina ha degli evidenti problemi di natura strutturale e impiantistica – dichaira l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Bracci – in più sulle vasche incide anche la presenza di una falda idrica superficiale che interagisce con le strutture adibite al nuoto. La parte impiantistica poi è estremamente vetusta e serve un intervento massiccio per ripristinarla».
Un tampone costoso
Per tutti questi lavori il costo finora preventivato si aggira sui 300mila euro. Ma potrebbe aumentare, visti i continui rincari sui materiali e le loro oscillazioni sul mercato. Trasformandosi in una spesa monstre per le casse comunali, soprattutto alla luce del fatto che «si tratta di una “soluzione tampone” – dichiara l’assessore Bracci – alla Mazzanta la riapertura sarà solo per un breve periodo, fino all’apertura di un nuovo impianto a Solvay».
Il nuovo progetto
Per la nuova piscina però si è ancora in una fase embrionale. Anche se i primi passi l’amministrazione li muoverà a breve. «Giovedì prossimo porteremo al vaglio del consiglio comunale l’approvazione definitiva sulla lottizzazione del comparto H5, tra Castiglioncello e Rosignano Solvay – spiega il sindaco Donati – e una volta ottenuto il via libera del consiglio l’iter per la realizzazione del nuovo impianto potrà partire: contiamo di ultimare l’intera opera nel 2024».
Il progetto non riguarda solo la piscina, ma la realizzazione di una serie di strutture sportive tra cui anche un impianto per il nuoto di nuova generazione, anche sotto il profilo dell’impatto energetico e ambientale.
«Basta promesse»
A mancare però in questa fase è la fiducia. Soprattutto da parte di quelle associazioni sportive che dal 2020 non hanno più una casa. «Da ubn mese e mezzo chiediamo informazioni sulla riapertura al Comune senza ottenere risposta – racconta Agostino Carotenuto, presidente della MasterLab Rosignano – purtroppo anche noi ci siamo trovati a dover limitare la nostra attività perché, giustamente, nell’impianto di Cecina danno priorità alle associazioni locali. Abbiamo bisognodi una piscina. Un nuovo impianto a Solvay? Ne parlano da anni – conclude – e nulla è mai stato fatto».
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