Il disciplinare sull’uso dei social scatena la polemica a Santa Luce
Alla sindaca viene contestano di usare due pesi e due misure nel valutare i post. Alcuni commentatori sono stati bannati e convocati dalla polizia municipale
SANTA LUCE. «Il Comune di Santa Luce imbavaglia i cittadini». È polemica sul disciplinare (la pagina Facebook del Comune non è il bar dello sport) adottato da Santa Luce per mettere un freno ai leoni da tastiera, a chi commenta su tutto e il contrario di tutto. Massimo Polimeni, non ci sta.
«La realtà dei fatti è però ben diversa. Molto prima che il disciplinare comunale venisse deliberato, sulla stessa pagina Facebook del Comune sono apparse numerose segnalazioni su disservizi e sono state pubblicate legittime e moderate dichiarazioni di dissenso da parte di alcuni cittadini, i quali ritenevano così di poter esercitare il diritto alla libera espressione e alla libera opinione, utilizzando proprio un canale di comunicazione messo a disposizione dall’amministrazione per segnalare gravi condizioni di disagio e domandarne soluzione» sostiene il cittadino.
«Tali commenti – evidentemente critici nei confronti dell’amministrazione – sono stati però da questa sistematicamente rimossi e i profili dei cittadini che li avevano pubblicati permanentemente bloccati, impedendo loro di fatto di esprimere liberamente quel dissenso e quelle opinioni che la Costituzione italiana garantisce ad ogni cittadino e arrivando addirittura a convocarli per il tramite dell’agente di Polizia Municipale presso gli Uffici Comunali e notificare loro una diffida al pubblicare contenuti ritenuti a loro insindacabile giudizio “non consoni” alla buona reputazione dell’amministrazione». Polimeni definisce la vicenda «un fatto gravissimo, una palese violazione dei diritti e della libertà di espressione di ogni cittadino, un sistema intimidatorio, liberticida e inaccettabile che ha indotto i cittadini stessi ad avvalersi dell’autorità di un garante».
Ma c’è dell’altro. A fronte della rimozione di quelli che il Comune definiva “commenti inopportuni e fuori tema”- riconoscendo peraltro pubblicamente che non si trattava di commenti offensivi o diffamatori – «il Comune stesso ha consentito però che altri utenti – evidentemente vicini politicamente al Palazzo – pubblicassero – nei giorni successivi all’entrata in vigore del regolamento – espressioni volgari a sostegno di alcune attività intraprese dalla sindaca Giamila Carli e che tali espressioni permanessero per più giorni sulle pagine social nonostante le proteste e le segnalazioni indignate di alcuni cittadini trasmesse alla sindaca anche a mezzo pec».
Il disciplinare vieta l’utilizzo della pagina come strumento di divulgazione politica e di pubblicità verso qualsivoglia Partito. «Contemporaneamente consente che sullo spazio social campeggino trionfalmente foto ritraenti il vice sindaco Lo Prete (Partito Comunista Italiano) che presiede una cerimonia commemorativa pubblica, attorniato da bandiere e stendardi del proprio partito». Si fanno due pesi e due misure? chiede il cittadino.
Anche Elia Fornai della Lega torna ad attaccare la sindaca. «La sindaca Carli si sente urlare dai suoi uffici. Urla in consiglio attaccando i cittadini e poi parla di rispetto su Fb» afferma Fornai. «Ma sarà mai possibile che si debba fare un regolamento ad hoc in Comune da 1600 anime? Da un sindaco mi aspetto democrazia, non arroganza», si chiede. Per Fornai il regolamento più che educativo è un tentativo di censural.
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