Italia
Salvato un fratino ferito da una lenza abbandonata lungo la spiaggia
Il trampoliere curato e messo in libertà
BOLGHERI. Ha spiccato da poco il volo e già deve affrontare i pericoli della vita. Il protagonista della storia non ha un nome ma una sigla: BN10152. È quella dell’anello messo a una delle due zampette dagli ornitologi del Centro ornitologico toscano (Cot). È nato sulla spiaggia naturale della zona speciale di conservazione (Zsc) Padule di Bolgheri il pulcino di Fratino e qui ha rischiato di morire. A salvarlo dalla lenza che ne aveva imbrigliato le zampe e dall’amo ingerito sono Paolo Maria Politi e Francesco Gambicorti durante l’attività di monitoraggio lungo il litorale. Lo hanno individuato perché mostrava evidenti problemi di volo e una volta catturato si è messa in moto la macchina dei soccorsi per una storia a lieto fine che si è chiusa con la liberazione del trampoliere lì dove era stato soccorso.
«Siamo riusciti a liberare le zampe dalla lenza tagliando il filo con delle forbicine – dice Politi –. Per il resto, ci siamo subito rivolti al Cruma, il Centro recupero uccelli marini e acquatici di Livorno che chiunque si imbatta in un animale selvatico in difficoltà può contattare telefonando allo 0586400226, sarà poi la rete dei volontari sul territorio a fare da staffetta e occuparsi del recupero. La visita veterinaria a cui è stato tempestivamente sottoposto il volatile ha accertato che l’amo ingerito si è allocato in una parte dello stomaco che non dovrebbe creare problemi. Ci penseranno i succhi gastrici a scioglierlo». Da qui il ritorno a Bolgheri. «Il piccolo è stato riportato sulla spiaggia dove è stato affidato alle mani di una bambina, al mare con mamma e fratellino, che ha provveduto a restituirgli la libertà».
Una storia a lieto fine che richiama la necessità di attenzioni minime. «In ogni attività c’è da prendersi cura degli spazi comuni e degli altri esseri viventi – sottolinea Politi –. Insomma, si può pescare dalla spiaggia ma lo si deve fare con responsabilità». Che prosegue: «Il fratino è uno dei simboli della natura che sta soffrendo la pressione antropica. È la specie scelta dalla strategia per la biodiversità della Regione Toscana come indicatore della conservazione dell’intero ecosistema dunale».
L’esemplare fa parte della nuova generazione di fratini nata in questo tratto di costa. Due i nidi che ad oggi sono stati censiti, ma la stagione riproduttiva potrebbe riservare delle covate tardive. Il Fratino nidifica in minuscole depressioni formatesi sull’arenile, preferibilmente dove si trovano depositi di materiale naturale come le “palline” di posidonia oceanica, legnetti e altro. È una specie giuridicamente tutelata da Convenzioni internazionali, da norme comunitarie e nazionali. L’occasione si presta per ricordare alcune fondamentali raccomandazioni ai bagnanti. Il fratino è all’incirca delle dimensioni di un merlo, di colore beige e dall’andatura velocissima. «I pericoli sono tanti – sottolinea Politi –. Per dare una chance di sopravvivenza a questa specie occorre seguire alcune regole: mantenersi a pochi metri dalla riva, tenere i cani sempre al guinzaglio, allontanarsi di qualche decina di metri dai fratini quando si ha la fortuna di vederli. Inoltre, è importante riuscire a limitare l’intervento di trattori e mezzi meccanici alle sole aree in concessione demaniale, intervenendo sulle aree libere solo manualmente ed al di fuori della stagione riproduttiva del fratino che coincide con il periodo da marzo a luglio».
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