Sicurezza
«Commissione di inchiesta sulla discarica Scapigliato»
La chiede “Punto e a capo” che raccoglie anche le firme
CASTIGLIONCELLO. Il Comitato “Scapigliato Punto e a Capo” chiede, così come previsto dal Regolamento di Partecipazione e dallo Statuto comunale, una commissione d’inchiesta per approfondire le criticità e gli indirizzi politici relativi alla discarica di Scapigliato. «A questo scopo è già iniziata una raccolta di firme tra i cittadini» dicono l’avvocato Federico Bottazzoli presidente del Comitato, Gaetano Barrella esponente locale della Lega, Mario Settino consigliere comunale dei Cinque stelle e Roberto Repeti, tutti fondatori del Comitato. «La richiesta verrà formalizzata a tutti i gruppi consiliari per poi essere inviata e messa ai voti in Consiglio comunale. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale accolga questa richiesta in virtù di trasparenza verso i cittadini che potranno così ricevere notizie ed informazioni precise sulla discarica e sulla sua gestione». Una commissione di inchiesta per «ampliare le conoscenze e le problematiche legate alla discarica che ancora permangono. Una discarica di proprietà del Comune di Rosignano e, dunque, di tutti i cittadini. Il nostro scopo è quello di discutere ed approfondire alcuni aspetti. Troppo spesso vediamo che alle domande poste risponde l’azienda e non il Comune che, in quanto proprietario della discarica, dovrebbe informare lui stesso i cittadini». Tra gli aspetti che il Comitato chiede di approfondire c’è quello della salute sia per gli operai che lavorano all’interno della discarica che per i cittadini che vivono nei luoghi ad essa adiacenti «come ad esempio – dice Barrella – il problema dei metalli pesanti». Poi c’è il caso Lonzi e Rari: «a noi interessa relativamente l’iter giudiziario - dice Roberto Repeti - ma chiediamo come sia possibile che in una discarica pubblica e controllata possano essere arrivati rifiuti pericolosi. Spetta al Comune dire le verità industriali. Chiediamo come sia possibile visto il migliaio di tonnellate di rifiuti che ogni giorno vengono conferiti in discarica eseguire, su questi materiali, controlli analitici per capire se il materiale conferito sia o non sia congruo. Si tratta di una difficoltà oggettiva di controllo. A Scapigliato possono essere ammessi più di 400 tipologie di rifiuti industriali speciali non pericolosi"". Ma c’è anche il capitolo degli investimenti «come l’impianto del percolato che doveva essere attivo già da 2017 e che invece, sembra, venga inaugurato a settembre. Anche il percolato è un problema serio sorto all’interno della discarica». Poi gli investimenti: «A che punto sono gli impianti previsti nel progetto della discarica del futuro? perché - dice Mario Settino - al momento non c’è niente di nuovo. Vorremmo capire meglio la storia dell’impianto industriale Wasate to Chemical formalizzato da Alia servizi Ambientali in relazione alla manifestazione di interesse promossa dalla Regione Toscana. Si tratta di un grosso impianto». E confrontarsi «anche sulla tipologia di alberi che l’azienda è chiamata e piantare per compensare la Co2 prodotta dalla discarica tra il 1982 ed il 2018». Scapigliato è la discarica più grande della Toscana e tra le più grandi d’Italia e rimarrà fino al 2030. «Ma non sappiamo se dopo quella data, così come è stato fatto fino ad oggi, verrà ulteriormente ampliata». La raccolta di firme proseguirà fino ad ottobre.
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