Gioco
Lucano racconta l’accoglienza al meeting antirazzista a Cecina
Un centinaio le persone all’incontro con l’ex sindaco di Riace
CECINA. «A Riace si è ricreata l’accoglienza e questo è il messaggio politico più forte», conclude tra gli applausi Domenico “Mimmo” Lucano, ex sindaco del paesino in provincia di Reggio Calabria condannato per associazione a delinquere, abuso di ufficio, truffa aggravata e peculato.
Martedì sera, sul palco del Meeting internazionale antirazzista di Marina di Cecina, Lucano ha raccontato la sua vicenda ad almeno cento persone arrivate a sostenerlo. Introdotto dal presidente regionale dell’Arci Gianluca Mengozzi e intervistato da Raffaele Palumbo di Controradio, ha narrato un capitolo di storia d’Italia invitando alla riflessione.
«Sono venuto volentieri – ha detto – per dare una risposta a varie questioni, senza cercare alibi e scuse. I miei problemi giudiziari sono iniziati nel 2016 e la sentenza di primo grado è arrivata a settembre 2021, io sono stato sindaco per tre mandati di fila iniziati nel 2004 e terminati nel 2018. Sottolineo però che il modello di libertà costruito senza pregiudizi nasce dagli sbarchi del 1998 ed è quindi antecedente alla mia elezione. Ho scommesso sul rispetto dei diritti umani e sulla gestione dell’emergenza fatta con il vescovo, ho trasformato l’ospitalità in messaggio politico, sostenendo chi rivendica i propri diritti. Riace ha dimostrato come un paese spopolato possa rinascere con l’arrivo di gente nuova, pronta ad integrarsi e a costruire una società umana, al contrario della Destra che propone schemi disumani».
Per Lucano, chi arriva deve condividere tutto e contribuire alla crescita collettiva. Lo scenario, in Calabria, è cambiato nel 2017, quando ha ricevuto il primo avviso di garanzia, che l’ex sindaco ha interpretato come un tentativo per delegittimare l’attività svolta, seguita dalla punizione esemplare che ha condannato gli ideali di giustizia e di uguaglianza.
«Lo scenario – ha affermato – è senza dubbio complicato, ma noi dobbiamo impegnarci a cambiare il mondo, evitando il senso di rassegnazione. Il guaio è che, con il passare del tempo, di fronte a temi quali il razzismo, all’immigrazione e alla guerra la società diviene assuefatta e non reagisce. Senza dimenticare che i partiti della Destra e la cultura mafiosa sono la faccia della stessa medaglia».
A Riace, dove risiedono 1800 abitanti, l’esperimento ha trovato risposte concrete, creando un modello di integrazione sociale analizzato anche a Roma, dove Lucano spesso si è recato per discutere progetti e dibattere proposte. Autentiche battaglie, che ha condotto in nome e per esclusivo conto di chi soffre, ricordando le vicende dei curdi che per primi sbarcarono nel 1998.
«Ci offri continui spunti su cui riflettere – ha affermato Gianluca Mengozzi nel breve saluto – e Arci sarà sempre al tuo fianco”. Poi, dopo l’ultima domanda, un minuto di applausi a chi ha ricreato un modello d’accoglienza trasformando un problema in una opportunità.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
