Il Tirreno

La cerimonia

Guardistallo ricorda l’eccidio

Michele Falorni
Guardistallo ricorda l’eccidio

Sono passati 78 anni ma alla Bucaccia i ricordi degli studenti fanno rivivere la storia. La cerimonia con il sindaco e le scuole coinvolte nel progetto sulla memoria

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GUARDISTALLO. Sono passati 78 anni dall’eccidio di Guardistallo, ma alla Bucaccia i ricordi degli studenti e delle autorità ne hanno aggiornato le pagine di storia, scritte con il sangue delle 63 vittime della follia nazifascista. Seduti vicino ai cipressi c’erano il prefetto di Pisa, Maria Luisa D’Alessandro, l’onorevole Manfredi Potenti, il sindaco Sandro Ceccarelli e l’assessore regionale all’istruzione Alessandra Nardini, oltre ai rappresentanti dei Comuni, alle autorità civili e militari e alle associazioni, liete di complimentarsi con gli studenti dell’istituto comprensivo “Italo Orlando Griselli” diretto da Antonella Mancaniello, del professionale “Marco Polo” e del liceo “Enrico Fermi” di Cecina per la capacità con cui hanno raccontato la tragedia complice la forza delle parole e delle immagini. «Siamo qui – ha detto don Piero Burlacchini – per ricordare le vittime della violenza e chiedere serenità nei nostri rapporti. Sono trascorsi 78 anni da quei giorni, che noi commemoriamo consapevoli di quanto sia difficile vivere questi tempi segnati dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina. Nuove povertà e solitudini alimentano morte, separazione e migrazioni, ma servono scelte coraggiose e capacità di dialogo per rimanere dentro la storia come costruttori di pace. Ciò significa aprirsi alle esperienze dell’altro, pregare per ascoltare e ascoltarsi, trovare equilibri fondati sulla coesione sociale. Dobbiamo aprirci alla vita evitando violenze e divisioni».

La benedizione al cippo storico, con le deposizioni delle corone anche da parte di Matteo Pecchioni, sindaco del consiglio comunale dei ragazzi, è stata commovente. Gli alunni delle quarte A e B della scuola “Mario Lodi” hanno studiato e descritto gli episodi. L’Atheneum musicale Firenze-Guardistallo, la filarmonica del “Griselli” e le medie “Gianni Rodari” di Scandicci, dopo il Silenzio, hanno suonato l’inno italiano e l’inno alla Gioia. Rino Regini e Bruno Possenti, presidenti del Comitato martiri di Guardistallo e provinciale dell’Anpi Pisa, hanno lanciato un appello ai giovani affinché riconoscano nella famiglia e nelle migliori amicizie i propri punti di riferimento. La dottoressa D’Alessandro, prefetto di Pisa, ha ricordato che il 29 giugno rappresenta un momento per ripercorrere una tragedia che ha condizionato vite intere. «Abbraccio e rivolgo un pensiero costante a queste grandi sofferenze, congratulandomi per la musica, strumento per arrivare alla pace». L’assessore regionale Alessandra Nardini ha elogiato gli alunni per la capacità con cui hanno raccolto il testimone della memoria di questi luoghi e ringraziato il mondo dell’associazionismo e della scuola per avere accolto i bambini ucraini. La Toscana è una terra antifascista, ha concluso. Dopo l’intervento dell’onorevole Potenti, Gadi Polacco – rappresentante della comunità ebraica di Livorno – ha consegnato al sindaco due attestati: uno relativo a tre alberi piantati sulle colline di Gerusalemme in ricordo dell’eccidio e uno per l’impegno costante sul tema della non violenza. Ceccarelli, emozionato, ha letto la propria lettera, premiato i ragazzi e sottolineando due concetti: «partecipazione e rifiuto della superficialità», affinché il pensiero critico e la capacità di analisi risolvano i più gravi problemi.

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