Sicurezza
Prime visite Tempi lumaca per cardiologo e ortopedico
Il sistema sanitario delle Valli Etrusche resta in affanno
CECINA. Il paziente è cronico. L’affanno delle Valli Etrusche è quello di sempre. Ad oggi tra cure sperimentate e rimedi annunciati i problemi restano quelli di sempre. Stando ai cosiddetti bersagli in nove casi su dieci l’appuntamento per una prima visita con il cardiologo è ben oltre i 15 giorni indicati. L’accesso alle cure è garantito, ma chi vive in Val di Cornia e in Bassa Val di Cecina deve portare pazienza ben oltre quanto ritenuto accettabile dal ministero della Sanità e dalla Regione Toscana.
La prospettiva che accomuna i due territori è l’ambito sanitario che fa capo alla Società della salute Valli Etrusche. Sulla carta gli ospedali di Piombino e Cecina sono un presidio integrato: in pratica un ospedale unico, distribuito su due sedi. Lo sono di fatto, sebbene a oggi non ci sia ancora un regolamento di funzionamento che contribuirebbe a dissipare dubbi e incertezze. Sotto esame i tempi per le prime visite, in attesa che l’Azienda sanitaria pubblichi i dati aggiornati sulla diagnostica.
Solo un paziente su dieci che si rivolge al cardiologo riceve una risposta nei tempi indicati. È quanto si evince dal monitoraggio delle prestazioni effettuato dall’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest nelle prime due settimane di maggio. Lo spaccato dei tempi di attesa per visite si può leggere nella tabella che pubblichiamo con tanto di raffronto con il dato medio a livello di intera Asl. La percezione è che i fronti caldi sono sempre gli stessi. Si riferiscono ai tempi medi per prestazioni classificate differibili, ovvero da eseguire entro 30 giorni per le visite. La Regione Toscana in alcuni casi ha indicato tempi più stretti di quelli del ministero della Sanità, fissando la soglia a 15 giorni. Nello scorrere i risultati si deve tenere conto di questo criterio e del fatto che si tratta di medie. Qualcuno potrebbe non riconoscercisi per quella che è stata la sua esperienza.
Dall’allergologo in otto casi su dieci si riesce a trovare una risposta entro il tempo massimo previsto. L’oculista? Tre pazienti su dieci devono portare pazienza e attendere oltre le due settimane per una prima visita. Insomma, più di quanto per legge sarebbe lecito far aspettare. L’altro grande assente è l’ortopedico. In questo caso si sforano i tempi in otto casi su dieci, considerato che per una prima visita il tetto previsto è di 15 giorni. E si deve armare di pazienza chi dovesse essere indirizzato dal neurologo: solo due pazienti su dieci ricevono una risposta adeguata agli standard. Lo pneumologo opera in linea con il trend dell’Asl: in 7 casi su 10 entro i tempi previsti.
Il dato per chi deve rivolgersi a un fisiatra? Per le Valli Etrusche non è indicato. Nell’area Livornese siamo in linea con il dato Asl: 77,3 per cento entro i tempi indicati. Anche per il gastroenterologo manca il riferimento ai confini della Società della salute e si deve fare riferimento all’Elba che si attesta al 66,6 per cento o all’area Livornese, qui siamo al 77,3 per cento. E nel caso dell’oncologo l’indicazione è a livello di Asl: il 96,4 per cento dei pazienti viene visitato entro 15 giorni.
Viaggiano a pieno regime e nel totale rispetto dei limiti di tempo previsti le prime visite per chirurgia generale e per quella vascolare, al pari di quelle urologiche e ginecologiche. Anche l’endocrinologo tiene il passo con nove pazienti su dieci visitati entro i 30 giorni previsti dalla Regione Toscana. l
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