Gioco
Turista infartuato, rianimato col Dae dal personale del campeggio
Vada. Alla Rada Etrusca tentano l’impossibile, poi la corsa in ospedale
VADA. Hanno fatto l’impossibile per salvarlo: il personale del campeggio Rada Etrusca di Vada si è prodigato in modo encomiabile per rianimare un turista ospite della struttura che ha avuto un arresto cardiaco. Il figlio del titolare del campeggio Giovanni Carrara insieme ad un dipendente, Fabrizio Vagelli, hanno subito preso il Dae, in dotazione al campeggio, ed hanno cercato di rianimare l’uomo. In attesa dell’ambulanza, che è arrivata dalla Pubblica assistenza di Rosignano, le manovre salvavitasono state ripetute senza mai fermarsi.
L’uomo, un settantenne tedesco cardiopatico, era in vacanza con la moglie, in una roulotte. Ha avuto un malore, la moglie ha chiesto aiuto alla reception e Carrai con un dipendente è arrivato con il Dae, il defibrillatore semiautomatico in grado di riconoscere in modo automatico, appunto, e interrompere tramite l'erogazione di una scarica elettrica, le aritmie maligne responsabili dell'arresto cardiaco.
Nel frattempo è stato allertato il 118, che ha inviato sul posto l’ambulanza. Una corsa contro il tempo che ha avuto buoni risultati, nonostante la gravità delle condizioni di salute del turista.
Quando è arrivata l’ambulanza l’uomo era vivo, e è stato trasportato in codice rosso, colore che indica la massima gravità, all’ospedale di Cecina.
«È stata una corsa contro il tempo – racconta il titolare del campeggio di Vada, Marco Carrara – l’uomo, un turista di passaggio con la roulotte, si è sentito male. Subito mio figlio e un dipendente del campeggio è intervenuto utilizzando il defibrillatore che abbiamo in dotazione alla struttura. Tutti abbiamo svolto il corso di formazione per utilizzarlo in modo corretto».
L’uomo era già sofferente di problemi cardiaci. Le sue condizioni, quando è arrivata al campeggio l’ambulanza della Pubblica assistenza, con il medico, erano gravi. Ma è stato fatto tutto il possibile. L’uomo è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina. E anche durante il tragitto il ambulanza il personale sanitario ha continuato a svolgere le pratiche di rianimazione.
La moglie del turista non ha potuto accompagnarlo perché i parenti non possono salire in ambulanza e con le restrizioni Covid anche in ospedale le presenze dei parenti sono limitate.
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