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cronaca

Voglia di casa vacanza e nasce la Marina Nuova

Negli anni Venti l’appresellamento di viale della Vittoria la creazione dell’ippodromo e la costruzione dei villini


21 giugno 2022 ILIO NENCINI


Ilio Nencini, studioso di storia del territorio, racconta la nascita di Cecina turistica. Un anniversario che quest’anno compie cento anni. Ecco, nelle parole di Nencini e nelle foto storiche che mette a disposizione, come nasce Marina di Cecina: dall’appresellamento sul futuro viale della Vittoria, tra la spiaggia e la pineta retrostante, alla costruzione delle prime case vista mare. I viali che dal centro portano alla frazione balneare, la voglia della “casa per l’estate”...

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Mentre i territori cercano di superare la visione di uno sviluppo locale e spontaneo per sottolineare l’importanza della Val di Cecina senza rinunciare ad esprimere la propria cultura, le caratteristiche identitarie e le vocazioni di ognuno, tra i borghi collinari e la modernità costiera, per Cecina si presentano grandiose opportunità celebrative. Come l’avvento del “Centenario della Marina Nuova 1922-1923”.

Nasce Marina Nuova

Con la Marina Nuova si riaffacciava il desiderio di far diventare Cecina una “città di mare” evolvendo il precedente tentativo urbano della Marina Vecchia fondato in trenta anni dal 1889. Ad interrompere l’antico assetto furono le nuove costruzioni con le 7 ville e villini sorti dal 1914 al 1922 e lungo la primitiva Strada dei Cavalleggeri, al margine del manto pinetato iniziale, assumendo il nome di Viale della Pineta, diventato poi Viale Galliano. I suoi edifici si ispiravano alla ricerca di un nuovo stile sul rinnovamento edilizio in base alle leggi approvate nel 1909 e 1912, con lo scopo di tutelare le ville, i parchi e i giardini, e le bellezze naturali, che davano decoro all’intenso traffico delle carrozze e di auto atte a raggiungere il nuovo Ippodromo di Cecina, inaugurato il 7 agosto 1922.

1922: ecco l’ippodromo

Posto a sud del nuovo tratto urbanizzato tra la pineta e la Cecinella, al di sopra del suo ponticello, l’ippodromo, poi ribattezzato con maggior semplicità il galoppatoio, aggiungeva il richiamo della nuova moda delle corse dei cavalli durante la stagione estiva, organizzate dalla Società Corse al Trotto, a cui partecipava l’eleganza signorile della borghesia livornese e degli appassionati dai luoghi vicini, che preferivano spostarsi per visionare la novità cecinese.

L’evento decisivo del desiderio della “casa al mare” si verificò con il progetto di ampliamento per Marina, approvato dal Comune il 15 dicembre 1922, ed elaborato dallo Studio Tecnico Cinotti – Cecina. Tutto ciò fu possibile in seguito ad una permuta concessa dall’Amministrazione Forestale per ettari 4, 207 al rag. comm. Vittorio Nocenti, contraccambiando ettari 28, 808 incorporati nella Bandita di Bibbona.

Si forma il lungomare

Così, con il nuovo “appresellamento” lungomare, a nord della pineta fino alla via traversa per la Casa del Ferraccio, venne riscoperta la modernità con una nuova vocazione turistica che rifletteva il nuovo clima della rinascita degli anni Venti, nel rispetto delle bellezze naturali e paesaggistiche.

I villini stile Viareggio

Si metteva in evidenza la nuova strada, divenuta Viale della Vittoria, le 17 costruzioni realizzate dal 1923 al 1936: con la nuova promenade cecinese e la continuità delle tipologie architettoniche che avevano preso le distanze dall’eclettismo neoclassico dell’Ottocento manifestato a Cecina, si richiamavano il gusto eclettico con il lontano liberty, e l’art déco nei villini con altana a forma di torretta, così pure nelle recinzioni e nelle inferriate dei giardini. Si faceva sfoggio anche della nascita di nuovi abbellimenti per favorire l’opportunità della vacanza balneare, quanto i cecinesi aspiravano ad una più diretta e comoda comunicazione tra Cecina e il mare.

Molti di quei villini e ville ancora fanno mostra di sé lungo il viale della Pineta, o viale Galliano che continua a rappresentare il polmone verde della città al mare, in parallelo con il viale della Vittoria. Così come la casadella Forestale che tuttora ,mantiene le caratteristiche iniziali.

Inoltre, dopo le similitudini con il lungomare di Viareggio e Livorno, i nuovi Viali Galliano e della Vittoria, facevano parlare le cronache dicendo che “Tutto si era fermato a Cecina”. Del resto, la Marina Nuova nei tempi successivi divenne un riferimento trainante della nostra identità locale, nel confronto con i nuovi assetti dalla Caserma alla Cecinella ed oltre.

E come le documentazioni storiche hanno lasciato una eredità da salvaguardare, anche le sensibilità per le funzioni che hanno rappresentato le bellezze del nostro passato, oggi possono tornare ad essere coinvolgenti per un futuro da suggestionare con i nuovi progetti in studio, in favore di una nuova visione territoriale.

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