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cronaca

Un museo nella fabbrica: a Cecina un progetto di archeologia industriale

L’idea è di portare nell’ex zuccherificio l’intera area museale della Cinquantina e San Vincenzino in collaborazione con gli Uffizi


21 giugno 2022 Maria Meini


CECINA. Un progetto di archeologia industriale. Che prevede il recupero della struttura centrale del vecchio zuccherificio, l’unica che resterà in piedi della storica fabbrica cecinese, da tempo dismessa e sostituita da un moderno villaggio residenziale. L’idea è ambiziosa: realizzare nell’ex fabbrica un polo museale che raduni qui i musei sparsi tra villa Guerrazzi e la vicina San Vincenzino. Per dirla bene, un museo diffuso. Il modello è quello lanciato dalla celebre galleria degli Uffizi, che sul territorio organizza mostre a tema e installazioni temporanee soprattutto sulla costa. Tra l’Elba, Piombino, Livorno. Anche Cecina si è inserita nel programma del museo fiorentino.

L’idea nasce dalla necessità di dare una nuova vita e destinazione alla torre dell’ex fabbrica chiusa nel 1987.

Una storia gloriosa. Che fa ancora capolino dai moderni villini e condomini in parte realizzati, altri ancora in costruzione nel perimetro tra viale della Repubblica e via Ginori. Un passato industriale che appare però in tutto il suo degrado: uno scheletro rossiccio senza vetri con le finestre come buchi neri che si staglia contro il cielo. In passato da quella ciminiera usciva il fumo bianco con l’odore dolciastro, inconfondibile delle barbabietole da zucchero. È stata la storia di Cecina, ci hanno lavorato per intere estati generazioni di cecinesi. Studenti che si pagavano le vacanze o gli studi con la “stagione” e operai.

Lo zuccherificio è stato la (quasi unica) fabbrica di Cecina: nato alla fine del 1800, fino agli anni Venti del secolo scorso è stato una produzione di successo. Migliaia di persone lavoravano nello stabilimento che trasformava le barbabietole in zucchero. E un intenso traffico di camion caratterizzava la vita della città. Poi è arrivata la crisi, culminata con la chiusura, nel 1987. La lavorazione è stata trasferita al Cedrino e trasformata nella fabbrica di succhi di frutta della Massalombarda. Un’operazione durata lo spazio di pochi anni.

Il progetto di recupero residenziale dell’ex zuccherificio è cominciato quasi trent’anni fa: tra alterne vicende e fallimenti è rimasto bloccato a lungo, poi ripreso. Da tre anni i cantieri vanno avanti ed è stata realizzata una nuova viabilità. Resta da definire il recupero di quell’edificio storico di archeologia industriale che è un ponte con la vecchia Cecina. Inizialmente doveva ospitare un teatro. Progetto accantonato per i costi eccessivi. Adesso l’idea del museo, economicamente più abbordabile. Il sindaco Samuele Lippi ha affidato la cura del progetto all’architetto Gabriele Bulichelli, ex assessore della giunta cecinese. Una progettazione complessa che richiederà del tempo. Di sicuro se ne riparlerà nella prossima consiliatura. Ma Lippi vorrebbe almeno presentare il progetto prima della fine del suo mandato.


 

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