Sicurezza
Olio Igp Bolgheri. Ecco la rete tra produttori e ristoratori
Coinvolte 18 realtà della Costa degli etruschi
BOLGHERI. Presentato il progetto legato alla ristorazione dell’olio Toscano Igp Bolgheri. Sono nove per adesso i ristoranti che hanno sposato il progetto di promozione che fa capo al Consorzio di tutela, rappresentato da Fabrizio Filippi e dalla presidente del Consorzio Doc Bolgheri e Doc Bolgheri Sassicaia Albiera Antinori.
La produzione di olio extravergine Igp Bolgheri ad oggi fa capo a nove aziende per circa 50 quintali, ma il progetto è flessibile e alla prossima campagna si aggiungeranno sicuramente altri produttori.
Un sodalizio importante quello tra olio e ristorazione per tutto il territorio della Costa degli etruschi. «La ristorazione gioca un ruolo fondamentale per la divulgazione del messaggio legato all’Igp Bolgheri – dice Albiera Antinori – e anche concretamente all’assaggio del prodotto. A novembre abbiamo inaugurato questo nuovo corso dell’olio a provenienza locale. In futuro ci auguriamo che l’olio conosca la stessa fortuna del vino in quando a valorizzazione totale del territorio».
«La bellezza e la qualità, questo rappresentiamo – sottolinea la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini –. La volontà è quella di accompagnare un percorso fatto da attori di primo ordine e favorire la capacità di integrazione tra le parti in causa. Olio di qualità, di cui si può rendere più importante la narrazione». Che prosegue: «Qua abbiamo tra le altre Terre dell’Etruria come realtà cooperativa straordinaria. L’olio va raccontato come altro attore fondamentale di promozione di una agricoltura di eccellenza nel territorio di cui dobbiamo vantarci, e che ci rende unici. Non solo elemento nutritivo di una terra straordinaria».
Il progetto coinvolge 9 aziende per altrettanti ristoranti. «Bisogna partire dalle aziende – afferma il presidente di Terre dell’Etruria Massimo Carlotti – . È importante capire i processi di evoluzione: la qualità del prodotto è fondamentale, poi attenzione a pratiche agronomi sostenibili che ora sono imprescindibili perché i cambiamenti sono troppo veloci. Sta a noi essere un anello di congiunzione col territorio, portare più olivicoltori possibile nei progetti, e con etiche e pratiche sostenibili. Si dovrà pensare anche a un percorso di avvicinamento sempre più assiduo proprio legato anche una vera e propria didattica olioalimentare».
Secondo Filippi «abbiamo accolto un’altra sfida per il futuro, la preoccupazione più importante oggi ce la dà il clima che ci sta mettendo a dura prova. È tutto difficile anche in territori così vocati. L’olivo rappresenta la nostra storia e va riportato al centro con un’azione di tutela importante. Il valore aggiunto è l’esaltazione del prodotto per tutto il territorio».l
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