Il Tirreno

I 100 anni del Circolo Canottieri che si racconta con una monografia

I 100 anni del Circolo Canottieri che si racconta con una monografia

Sabato la celebrazione nella rotonda sul mare tra filmati, foto e ricordi

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ROSIGNANO. A Rosignano è tempo di centenari, perché il 1922 (come nel caso dell’attività calcistica) segnò una data determinante per lo sviluppo del paese sorto attorno alla fabbrica. Tra le opere sociali un ruolo fondamentale lo ha sempre avuto il Circolo Canottieri Solvay, un autentico santuario del tempo libero dove si pratica l’attività balneare in estate e quella ludica e sportiva per tutto l’anno. È l’impianto più vasto e ben attrezzato della costa livornese, l’unico che ha un rilevante pregio architettonico, esempio di architettura razionalista.

Sabato prossimo alle 17. 30 si celebrano i cento anni dei Canottieri o meglio del Circolo Canottieri Solvay Sacom, secondo la denominazione di quando fu battezzato cento anni addietro. Sarà una celebrazione bella e sentita nella location più rappresentativa, la rotonda del Circolo che in questi anni ha ospitato concerti, appuntamenti di vario genere, premiazioni. Il punto di ritrovo per eccellenza. La società Solvay aveva visto lontano creando nel paese-fabbrica tutto quello che serviva anche per lo svago e il divertimento di dipendenti e familiari. Nel caso specifico un’installazione orientata al tempo libero che non ha come finalità il profitto ma piuttosto il benessere di chi lavora e dei loro parenti. Negli anni poi il Circolo si è aperto all’esterno e quella di sabato prossimo sarà una festa dell’intero paese. Si inizierà alle 17. 30 con l’accoglienza di autorità ed ospiti. Previsti una serie di interventi di saluto tra i quali quello del presidente del Circolo Roberto Pagnini. Sarà poi presentata la monografia “Circolo Canottieri 100” realizzata da Mauro Cusmai ed edita da Comiedit di Giacomo Cantini che ha curato anche tutta la cartellonistica. A seguire la presentazione dell’attività del Circolo Canottieri Solvay in occasione del centenario. Alle 19. 30 le conclusioni e a seguire apericena con tanto di taglio di torta e brindisi. Prevista anche la proiezione di filmati e foto. Il Circolo Canottieri nasce e viene diviso in due zone rigidamente separate, destinate, la prima agli impiegati e la seconda agli operai. Entrambe le zone erano servite da un capannone di ricovero per le imbarcazioni ed ognuna aveva un locale adibito a bar e una pista da ballo, oltre a numerose cabine di legno. Il bagno impiegati era più curato e disponeva di una rotonda su palafitte, secondo la moda dell’epoca. Le strutture erano pienamente funzionali e molto frequentate. Vi operava del personale stagionale, assunto direttamente dalla Solvay, in genere tra i familiari dei dipendenti. Nei locali del bagno impiegati si praticavano attività sportive come la vela, il tennis e il canottaggio. Poi si decise la costruzione di un nuovo Circolo e all’inaugurazione nel luglio del 1939 era presente nientemeno che Maria Josè del Belgio consorte del futuro re Umberto di Savoia. Le attività di canottaggio e vela erano all’avanguardia. Arriveranno negli anni successi nazionali e internazionali come quelli dei fratelli Fabio e Fabrizio Gavazzi nella categoria Vaurien, i figli di Leo che è stato un personaggio mitico della storia dei canottieri come responsabile operativo della struttura. Ma anche la pesca sportiva e soprattutto il tennis hanno rappresentato settori importanti dell’attività. Al di là di tutti questi aspetti i Canottieri sono stati il punto di riferimento e di aggregazione di intere generazioni. Molto, molto di più di un semplice stabilimento balneare. Il luogo dove sono nate amicizie, amori, iniziative. Dove l’intero paese è cresciuto nel segno di valori importanti. Di questo e molto altro si parlerà in un tardo pomeriggio che sarà come un tuffo all’indietro nel tempo. Fatto di ricordi e di nostalgia. Ma anche di orgoglio per quanto realizzato in questo secolo di vital

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