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Terre dell’Etruria cresce

Terre dell’Etruria cresce

Fatturato di 68 milioni di euro e 324 nuovi soci nel 2021. Carlotti confermato alla presidenza della cooperativa

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DONORATICO. «Siamo riusciti a mantenere la rotta come cooperativa, pur con tutti i rallentamenti e le problematiche del caso. Lo abbiamo fatto grazie alla vicinanza di clienti e dei soci, ma anche all’impegno di tutti i lavoratori». È quanto afferma il presidente di Terre dell’Etruria Massimo Carlotti, riconfermato alla guida della cooperativa per i prossimi tre anni.

L’assemblea generale dei soci delegati, che si è svolta a Donoratico il 18 giugno, registra numeri in crescita per quella che rappresenta la più importante realtà del mondo agricolo toscano. A cominciare dal fatturato che nell’esercizio 2021 si è attestato a 68 milioni di euro, in un anno che sconta ancora il peso della crisi pandemica da covid-19.

Alla presenza di oltre cento partecipanti, tra soci delegati e invitati, il tavolo dei relatori ha visto partecipi anche alcuni dei protagonisti del mondo della cooperazione, tra cui Cristian Maretti, presidente Legacoop agroalimentare nazionale, Roberto Negrini, presidente Legacoop Toscana, Simone Gamberini, direttore Coopfond, ed Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana. Sono arrivati anche i contributi e saluti video dell’assessore regionale all’Agroalimentare Stefania Saccardi e dell’europarlamentare Paolo De Castro.

«Stiamo vivendo in uno stato di incertezza e di preoccupazione per il futuro – sostiene Carlotti – . Cosa ci aspetta dopo la guerra continua a essere un rebus. Le nostre imprese associate hanno visto lievitare i costi di produzione e stanno cercando di rimanere a galla in un contesto economico sempre più complicato. La cooperazione, in questo momento, è essenziale per riuscire a guardare al futuro in maniera organizzata. È un appiglio, un punto fermo, al quale non si può rinunciare». Che prosegue: «La competitività delle nostre imprese cooperative è sempre più legata a una dimensione organizzativa e commerciale, oltre che a progetti ad alta impronta ecologica. Siamo convinti che in futuro faremo la differenza e diventeremo un grande punto di riferimento per l’agricoltura toscana e non solo, senza mai dimenticare gli obiettivi mutualistici e sociali che stanno alla base della cooperativa stessa».

Terre dell’Etruria è una realtà che dà lavoro a oltre 200 dipendenti e non manca di sottolineare che la platea è divisa in parti uguali tra donne e uomini. Altro dato, la metà della forza lavoro sono soci lavoratori. L’età media del personale tra l’altro è scesa a 43 anni e dal 2017 sono stai trasformati 40 contratti di lavoro da tempo determinato in tempo indeterminato. Dal quartier generale di Donoratico si ricorda anche l’impegno che è proseguito nel 2021 per continuare a garantire la salute dei lavoratori in tema di contagio da covid-19, attraverso un adeguato sistema di misure di prevenzione.

Tornando ai numeri al 31 dicembre 2021 il bilancio di esercizio consegna ai soci una Cooperativa in crescita. Il conto economico è andato oltre i 68 milioni di euro di fatturato, registrando un aumento di circa 8 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente. Sul fronte della patrimonializzazione Terre dell’Etruria si continua a rafforzare. Si segnalano immobilizzazioni per oltre 27 milioni di euro e un patrimonio netto che si attesta a quota 14,2 milioni di euro. Puntando la lente sui diversi settori che caratterizzano l’attività della cooperativa i ricavi aziendali sono aumentati in tutte le divisioni, con il picco più significativo nel settore cereali. A seguire, si sono registrati ottimi risultati anche nel settore dell’ortofrutta, dei mezzi tecnici, della filiera olivicola e del vitivinicolo. Sono stati gestiti oltre 670mila quintali di prodotto in conferimento, per un valore totale liquidato ai soci e ai non soci di oltre 26,6 milioni di euro.

Nel 2021 a crescere è stata anche la base sociale. Sono stati 324 i nuovi associati portando il totale soci al 31 dicembre dello scorso anno a quota 3.670 soci. Nonostante le incertezze della pandemia con i suoi riflessi sui mercati, tra cui quello dei mezzi tecnici, nell’esercizio la cooperativa ha proseguito sul sentiero degli investimenti per circa 3,5 milioni di euro, in cui rientrano anche le voci per gli interventi di manutenzioni ordinare e straordinarie, opere di ammodernamento e messa in sicurezza dei vari centri aziendali. l

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