Italia
Arriva dai surfisti di Vada e in particolare delle spiagge bianche una proposta per rendere più sicuro il litorale
Una proposta concreta per potenziare la cartellonistica sul litorale
VADA. Arriva dai surfisti di Vada e in particolare delle spiagge bianche una proposta per rendere più sicuro il litorale. È di pochi giorni fa, infatti, la notizia della morte di una turista tedesca affogata, in un giorno di mare mosso, davanti alle spiagge bianche. Quel pomeriggio – i bagnini ancora non erano entrati in servizio – i surfisti (bagni) della scuola di surf hanno salvato quattro persone che si sono trovate in difficoltà in mezzo alle onde.
«Ogni anno in questo tratto di costa si rischiano tragedie come quella costata la vita alla turista pochi giorni fa – comincia a spiegare Maurizio Coppola, istruttore di surf alla scuola delle spiagge bianche – Sono convinto e anche altri surfisti la pensano come me, che con un minimo di informazioni in più alcuni di questi incidenti potrebbero essere evitati». Arrivando alle spiagge bianche un cartello invita a fare attenzione alle correnti pericolose. «È un avviso generico – aggiunge il maestro di surf abbiamo predisposto un’idea per una cartellonistica che metta in evidenza i punti più a rischio. Noi del surf conosciamo bene la corrente di uscita o reef. Per noi è uno skilift “naturale” per raggiungere le onde migliori più a largo senza durare fatica, chi però non la conosce rischia di trovarsi in difficoltà. Quando io faccio la prima lezione di surf ai minori voglio alla lavagna anche i genitori per spiegare appunto la corrente reef e dare i consigli giusti su come fare quando ci si rende conto di essere trasportati da una forte corrente, è inutile cercare di nuotare contro corrente, bisogna spostarsi lateralmente. Se nuoti dentro la corrente stessa finisce che ti spaventi, annaspi e finisci per bere acqua e, nella peggiore delle ipotesi, per affogare».
Consigli che sono preziosi. Chi fa sport, vela, kite o surf sa danzare con il vento, ne conosce tutti i segreti. Ma anche i pescatori conoscono bene le insidie del mare. Regole che valgono in questo tratto di costa come altrove.
«Negli oceani lo sanno bene: dove si fa il surf non si fa immergere il bagnante inconsapevole del contesto in cui si sta immergendo. A noi in Italia forse manca ancora questo tipo di cultura del mare. Chi non conosce la giostra della corrente deve restare lontano da quel luogo. Per questo accade spesso che surfisti aiutino e portino in salvo bagnanti. Allora in quel caso da passibili di multa (se non stai a duecento metri dalla costa) diventano eroi. Se invece un bagnante vuole consapevolmente fare il surf a nuoto, quindi solo col corpo, si sappia che lui ha davvero la precedenza su tutti coloro che praticano il surf con ogni tipo di attrezzo».
Dalla scuola di surf arriva dunque la proposta concreta. «Chiediamo al Comune di mettere più cartelli vicino alla spiaggia libera che informano del rischio legato alle correnti di uscita. La sola bandiera rossa non può essere sufficiente a spiegare un pericolo». Ma dove sono queste correnti d’uscita? «Alle spiagge bianche in due punti, vicino al molo e a metà spiaggia, dove è posizionata la nostra corsia d’uscita. Al Quercetano vicino al bagno Italia, all’Arancio, al Fortullino, al Boccale al Sale (lato Bagni Roma). In queste località basterebbe mettere dei cartelli con informazioni più precise sui tratti che sono da evitare».
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