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cronaca

Donoratico, la “faida” della raccomandata: pensionato e postino da 8 anni in lite per la consegna delle lettere

Dal 2014 a oggi è stato tutto un susseguirsi di querele, appostamenti, offese e minacce. Entrambi sono a giudizio per gli stessi reati


19 giugno 2022


DONORATICO.  Il postino suona sempre due volte solo nel film. Ma non è così a Donoratico, a quanto pare. Visto che le modalità di consegna della posta sono un casus belli con una raffica di querele incrociate e due “rivali” che si trovano a giudizio nel doppio ruolo di imputati e parti offese. Una storia incredibile, iniziata nel 2014 con reati contestati (almeno alcuni) che a breve rischiano la prescrizione. Mentre il processo di primo grado – in tribunale a Livorno – stancamente va verso la conclusione dopo avere perso qualche “pezzo” di storia.

Dal fascicolo processuale, come fa notare l’avvocato Luciano Lorusso di Cecina, mancano alcune querele presentate da Sergio Boscaglia, 73 anni, pensionato residente nel comune di Castagneto Carducci. Lui ha denunciato il postino Daniele Gennai, 59 anni, di Donoratico. Dal 2014 a oggi è stato tutto un susseguirsi di querele, appostamenti, offese e minacce. Una sequela di episodi che, codice penale alla mano, si configurano come veri e propri atti persecutori, sono stati denunciati dall’uno e dall’altro dei due protagonisti di una vicenda bizzarra che ruota intorno alle modalità di consegna di una raccomandata.

Il postino, secondo Boscaglia, aveva l’abitudine di non suonare al domicilio dei destinatari. Per fare in fretta lasciava la cartolina della raccomandata nella cassetta della posta. Solo che un giorno Boscaglia avrebbe “pizzicato” il portalettere che non aveva consegnato una raccomandata a casa del pensionato.

«Quel giorno, quando ho visto che non si era nemmeno fermato per provare a suonare il campanello di casa – racconta Boscaglia che abbiamo incontrato nello studio dell’avvocato Lorusso – mi sono risentito. Ho protestato per il suo atteggiamento e da quel momento non ho avuto più pace. Sono stato pedinato da lui e dalla sua compagna, che ora credo sia diventata ex. Ho presentato querele a raffica, eppure mi trovo a processo per fatti che non ho commesso». Boscaglia è imputato di lesioni personali e atti persecutori, per fatti avvenuti tra il 2015 e il 2016. Il postino (a sua volta imputato degli stessi reati nello stesso processo ma per altri fatti) lo accusa di averlo aggredito e insultato, facendolo cadere dalla bici (il 18 maggio 2015). L’ex compagna del postino invece lo ha denunciato accusandolo di averla presa a calci davanti a un panificio. «Non ho fatto nulla del genere – dice il pensionato, che a sua volta ha presentato denuncia-querela contro Gennai per lesioni volontarie e atti persecutori – spero di poterlo dire al più presto davanti a un giudice. Sono stato perseguitato per tutti questi anni – aggiunge – solo che nel fascicolo del processo, ora che sono state riunite le varie querele, ne mancano alcune. Malgrado le denunce da me presentate, i comportamenti del postino, dell’ex convivente e del fratello di lei non sono cambiati. Nell’estate 2016 il fratello della donna ha danneggiato la mia auto colpendola con una pietra. Io stesso sono finito all’ospedale, dopo essere stato colpito a un braccio. Ora mi vogliono fare passare per il persecutore, quando invece ne ho subite tante. Mi accusano di avere fatto cadere dalla bici il postino ma non è vero e penso di dimostrarlo». L’avvocato Lorusso spiega che oltre a presentare le querele per minacce e atti persecutori in passato hanno chiesto anche una misura cautelare nei confronti del postino. «È una vicenda molto particolare – spiega Lorusso – anche se in genere non mi piace entrare nel merito delle questioni fuori dal tribunale devo dire che in questi anni più volte ci siamo rivolti ai carabinieri per tutelare Boscaglia».


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