Il Tirreno

Porto Tante incertezze. I comitati incassano il sì

Manolo Morandini
Porto Tante incertezze. I comitati incassano il sì

«Ci sarà un secondo tempo. E a questo seguiranno supplementari e calci di rigore». Usa una metafora calcistica il presidente del Comitato proprietari del porto Danilo Volterrani per restituire il senso che la strada per portare fuori dalle secche della crisi il progetto è sicuramente lunga e in larga parte ancora da tracciare

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CECINA. «Ci sarà un secondo tempo. E a questo seguiranno supplementari e calci di rigore». Usa una metafora calcistica il presidente del Comitato proprietari del porto Danilo Volterrani per restituire il senso che la strada per portare fuori dalle secche della crisi il progetto è sicuramente lunga e in larga parte ancora da tracciare. «Tuttavia, pur sapendo che non mancheranno le complicazioni si è aperto un barlume di speranza».

A lasciare la luce accesa è il Comune di Cecina. Il mandato è a farlo per alcuni mesi, quelli necessari a trovare una possibile quadra. Alle spalle della Porto di Cecina Spa aleggia comunque lo spettro del fallimento. Scenario inevitabile se il Comune dovesse revocare concessione e convenzione. La prospettiva si è aperta dopo il passaggio in consiglio comunale e il voto favorevole dell’amministrazione al piano di concordato in continuità, espresso nell’ultimo giorno utile: il 7 giugno.

Volterrani, sia a nome del comitato proprietari che del direttivo del comitato rogitanti, si è speso in appelli alla politica affinché il Comune, che insieme a Sales è il principale creditore della Spa, votasse favorevolmente al concordato. L’atto di indirizzo su cui poggia il sì del Comune in consiglio comunale il 6 giugno ha ottenuto il solo sostegno degli 11 consiglieri di maggioranza, mentre le opposizioni hanno scelto di lasciare l’aula.

«Vediamo quali saranno gli sviluppi – prosegue Volterrani –. Da quanto abbiamo potuto apprendere in sei delle sette classi di creditori che hanno votato il piano ha raggiunto la maggioranza dei favorevoli. Ora a dettare i tempi e le scelte sarà il tribunale. Ritengo difficile che non si tenga conto del sì al concordato». L’incertezza resta per la valutazione delle classi di creditori a cui verrà riconosciuto il diritto di voto. Il tema è rimasto in sospeso. Si è fatto votare tutti, ma non è detto che tutte le espressioni di voto risulteranno ammesse. Potrebbero essere tre oppure sette le classi ammesse. A stabilirlo sarà il giudice sulla scorta di un’interpretazione della norma di certo non univoca.

Se il Comune è risultato determinante per allontanare lo spettro del fallimento della Porto Spa per Volterrani restano una serie di dubbi. «Il sindaco ha dichiarato che non saranno attesi due anni, ma chi è che può dare delle fideiussioni a scatola chiusa? Mi pare che tutti gli attori continuino a tenere le carte segrete. È bene che ci siano interessi, ma la vera partita inizia ora».

Nel concordato si prevede la vendita del complesso aziendale entro due anni dall’omologa del tribunale. Il prezzo di realizzo di 19,4 milioni di euro. La condizione del voto favorevole del Comune è che la finestra temporale sia ben più corta. Dal Palazzo si reclamano certezze sulle fideiussioni a garanzia delle opere: la realizzazione dell’argine sinistro del fiume Cecina e del ponte sullo stesso, oltre che dell’argine in destra idraulica. In quest’ultimo caso a fronte della cessione di un’area di proprietà comunale che non si è ancora perfezionata. Opere che valgono 4 milioni di euro.




 

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