Gioco
Un derby di paese con lo sguardo verso l’unificazione per avere più forze
Tra Solvay e Sei Rose un pareggio che non serve a nessuno forse sarà quello che manderà in archivio le gare “fratricide”
ROSIGNANO. Finisce in pareggio come all’andata. Questa volta con i gol che determinano l’1-1 finale che non serve a nessuno ai fini della classifica. Il derby cittadino di Rosignano (potrebbe essere l’ultimo visto che le due società stanno lavorando per la fusione) non partorisce vinti o vincitori e nel contempo spegne le velleità di playoff sia del Sei Rose che resta quarto a 9 punti dalla seconda della classifica, il Montieri, mentre il Solvay rimane quinto a 11 punti dal posto d’onore occupato dai grossetani. La forbice (più di 7 punti di distanza) penalizza entrambi e l’unico a sperare sempre nei playoff ora è il Montenero terzo a -8 dal Montieri. C’era grande attesa a Rosignano per questo appuntamento, visto il percorso intrapreso dalle due compagini. È stata una gara strana come le due precedenti di questo derby inedito tra due squadre dello stesso paese che avevano pareggiato sul nulla di fatto sia in Coppa Toscana che nell’andata di campionato sul campo di Bibbona dove il Sei Rose gioca le sue gare casalinghe. In tutti alla fine il commento è stato unanime: “Speriamo che sia stata la pima e unica volta che due squadre di Rosignano si affrontano”. Un concetto ripetuto anche in coro dai tifosi del Sei Rose che si erano sistemati nella tribunetta lato scuole e alla fine hanno acceso i fumogeni. Del resto l’unificazione tra le due società nell’anno del centenario del calcio a Rosignano viene data per vicinissima anche perché una situazione del genere non ha ragione di esistere. Uniti si può fare davvero molto di più e riportare anche l’entusiasmo calcistico in un paese che ha luminose tradizioni pallonare e non accetta di vedere che si disperdano le forze in Seconda categoria. Poco meno di un centinaio sugli spalti in un pomeriggio senza grandi emozioni. Il vantaggio del Sei Rose dopo soli tre minuti di gioco siglato da Dodoli sugli sviluppi del primo corner della gara aveva dato speranze alla squadra di Walter Cardinali. Sul mancato spettacolo hanno inciso in modo pesantissimo le assenze. Squadre falcidiate di titolari da entrambi i fronti. Il Solvay diretto da Massimo Bacci mancava di quattro pedine fondamentali (Dicko, Della Valentina, Sanfilippo e all’ultimo momento Marinelli) mentre Artiaco alle prese con un disturbo gastrointestinale ha giocato solo 5 minuti finali. Stessi problemi anche nel Sei Rose con due soli giocatori di movimento in panchina e con sulle gambe la fatica del recupero vinto mercoledì sera contro il Vada in un altro derby che ha lasciato il segno. E in effetti i biancoblù del Sei Rose nella ripresa sono calati parecchio come era logico che fosse. Il Solvay, che per dovere di ospitalità giocava in tenuta rossa, dopo un primo tempo senza sussulti nella ripresa ci ha messo un po’più di determinazione, raggiungendo il pareggio a 8’dalla fine con un colpo di testa di Menichetti su calcio d’angolo di Cignoni. Non è un caso che i due migliori in campo siano stati gli autori delle reti: Dodoli, preziosissimo in regìa e colonna del centrocampo del Sei Rose, Menichetti pilastro difensivo di un Solvay che senza Dicko in attacco perde moltissimo del suo potenziale.
Ora manca solo l’ultima giornata e probabilmente le due squadre di Rosignano finiranno la stagione nelle posizioni attuali: il Sei Rose quarto e il Solvay quinto. Ma la vera partita si giocherà fuori del campo con l’operazione di unificazione delle forze per tornare ad essere una società sola che riporti entusiasmo e fissi una ripartenza che deve essere a vari livelli: tecnica, dirigenziale e di recupero della tifoseria. I contatti sono molto avviati e tutti sperano che sia finalmente la volta buona. Mandando agli archivi la stagione dei derby fratricidi. Che non piace a nessuno.
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