Il Tirreno

Il gesto 

Inaugurato il memoriale al pittore Daniel Schinasi

Michele Falorni
Un’immagine di Daniel Schinasi, pittore ebreo vissuto a lungo a Cecina e conosciuto in tutto il mondo.  (foto Michele Falorni / Silvi)
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Un’immagine di Daniel Schinasi, pittore ebreo vissuto a lungo a Cecina e conosciuto in tutto il mondo. (foto Michele Falorni / Silvi)

Il monumento è stato realizzato nella parte ebraica del cimitero dei Lupi a Livorno Morto nel 2021, l’artista ha vissuto a lungo a Cecina: fondò il Neofuturismo

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CECINA. Un memoriale nella parte ebraica del cimitero dei Lupi a Livorno, dove l’artista riposa, consegna alla storia la visione di Daniel Schinasi, pittore ebreo vissuto a lungo a Cecina e conosciuto in tutto il mondo.

A un anno dalla morte, il fondatore del Neofuturismo è stato commemorato di fronte alla famiglia e a personalità del mondo politico e dell’arte. La genesi dell’opera, un suo progetto, merita un approfondimento perché coinvolge nella sua realizzazione il geometra Dilio Bianchi e la professoressa dell’istituto professionale “Marco Polo” Katia Cirinei, allieva del maestro e principale interprete della corrente da lui fondata nel secolo scorso. «Mi hanno cercato la moglie, Manuela Jasmine – spiega l’insegnante di grafica specializzata in tecniche pittoriche antiche – e la figlia Sarah. La cui idea era ricordare il padre attraverso un suo disegno. Divenuto il mio modello digitale per la successiva stampa in tre dimensioni. L’immagine raffigura il volo di un gabbiano, ideale collegamento tra la terra, il cielo e il sole. La parte superiore ospita la scritta ‘Shalom’, parola ebraica che significa pace. È stato un lavoro impegnativo, iniziato riproducendo l’immagine, campionando i colori da uno dei quadri di Daniel e coinvolgendo Federico Cini».

Quest’ultimo è un designer che ha composto i colori definitivi per il memoriale, le cui misure sono 1 metro e 80 per 80 centimetri, costruito in lega di cemento indistruttibile e inalterabile nel tempo. «La famiglia – prosegue Cirinei – lo ha visto, Sarah ha seguito l’intero sviluppo del progetto e, sebbene sia spesso all’estero, è sempre stata presente. Lo ho curato io perché sono considerata l’erede di Daniel, del quale ho studiato a lungo la tecnica. Sono onorata, in quanto l’opera ne rappresenta lo spirito ed è il giusto tributo alla sua memoria a un anno dalla morte, avvenuta il 12 aprile 2021. L’abbiamo portata al cimitero dei Lupi, dove il presidente della comunità ebraica di Livorno e il rabbino capo, Vittorio Mosseri e Rav Avraham Dayan, l’hanno approvata». Alla celebrazione erano presenti il presidente della Fondazione Livorno Luciano Barsotti, Paola Bedarida prima donna in Europa presidente di una comunità ebraica, la responsabile dell’ufficio cultura del Comune di Livorno Valeria Cioni, il fotografo Giovanni Ricci, l’amica di famiglia e presidente del Rotary Livorno Paola Spinello e, in rappresentanza del Comune di Cecina, il consigliere Giovanni Salvini. L’artista, nato ad Alessandria d’Egitto nel 1933, arrivò a Livorno nel 1956. Visse tra Parigi, la Svizzera e l’Italia, presentando le proprie tele Neofuturiste e dipingendo i grandi e colorati murali nelle stazioni di Nizza, Grosseto e Cecina, oltre che in Austria e Svizzera. Quello della nostra città raffigura l’incontro tra Giovanni Paolo II e il rabbino capo di Roma dell’epoca, Rav Elio Toaff, al quale Schinasi ha dedicato nel 2016 un busto in bronzo in piazza Nilde Iotti. Il suo lavoro pluridecennale è ricordato infine da una mostra che l’anno prossimo sarà inaugurata ad Amsterdam, ma altri appuntamenti sul tema del Neofuturismo la seguiranno.
 

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