Lutto
«Abusivi nel bagno Sirena» dopo l’esposto le indagini
La polizia municipale e il Comune stanno cercando di approfondire la situazione. Effettuato già un primo controllo, nello stabilimento organizzate anche feste
ROSIGNANO. L’immobile del vecchio bagno Sirena, chiuso ormai da anni, non è in sicurezza. Eppure da settimane alcuni giovani sono entrati nell’edificio e in più di un’occasione hanno organizzato feste e serate in musica. Poi sono spuntati anche ombrelloni e sdraio. Ora l’ “invasione” è stata segnalata al Comune. Si parla anche di un esposto. Di sicuro la polizia municipale ha cominciato le prime verifiche per capire cosa sta succedendo. A chiedere di fare luce su quanto avviene nella struttura sono i cittadini, specialmente ora che sta per iniziare la stagione estiva. È una fine abbastanza ingloriosa quella capitata in sorte a uno degli stabilimenti più conosciuti del litorale rosignanese.
L’anno scorso dopo un sopralluogo tecnico era stata data la possibilità ai clienti di utilizzate terrazze e moli in cemento per sistemare ombrelloni e sdraio. Ma in nessun modo potevano accedere all’edificio retrostante, quello che per decenni ha ospitato il bar ristorante.
Questa la soluzione che il Comune di Rosignano Marittimo e l’assessore al Demanio avevano trovato per garantire la stagione balneare alle circa cinquanta famiglie che da decenni frequentano lo stabilimento Sirena, sul lungomare Monte alla Rena.
Tutto questo dopo che l’ultimo gestore, che ora ha aperto un’altra attività, li aveva avvisati con un messaggio su whatsapp che la struttura sarebbe rimasta chiusa. Finita l’estate 2021 qualcuno ha approfittato della situazione che si è creata dopo la chiusura dell’ultima gestione del bagno. Da quanto si sa, la concessione è stata ritirata al vecchio gestore alla fine del 2020 dopo la mancata messa in sicurezza dell’immobile alle spalle delle piattaforme destinate alla balneazione, quello che ospita il bar-ristorante. L’amministrazione comunale si era impegnata a trovare una soluzione stabile per questo bagno.
Anche la piscina ricavata tra i moli non risulta in sicurezza e quindi non potrà esser a disposizione dei bagnanti e meno che mai di eventuali occupanti abusivi. Il Comune la scorsa estate aveva inoltre promesso che l’area destinata alla balneazione sarebbe stata aperta e assistita, visto che le piattaforme sono tornate ad essere aree pubbliche. Ma l’immobile doveva restare chiuso, considerato che non è in sicurezza. Ora però deve trovare una soluzione per evitare che l’edificio venga frequentato in maniera impropria.
Tra i residenti c’è anche chi sostiene che in alcune occasioni vengano anche affittati gli ombrelloni.
Al momento però la polizia municipale, che ha effettuato più controlli, non avrebbe trovato conferme sull’allestimento di una sorta di stabilimento abusivo.
S. C.
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