Gioco
A scuola di legalità: visita alla caserma per conoscere i compiti dell’Arma
Una classe delle primarie della scuola “Guerrazzi” di Cecina è stata ricevuta nella sede della compagnia dei carabinieri
CECINA. Con la visita della classe 5°E delle primarie Francesco Domenico Guerrazzi di Cecina, il progetto dedicato all’educazione alla legalità aggiunge un’altra tappa al percorso.
La conclusione è prevista per martedì 3 maggio, ma intanto ieri mattina i ragazzi hanno visitato la caserma dei carabinieri di Cecina, scoprendo dal vero come si svolge il loro lavoro. A riceverli, il maggiore Christian Bottacci, che insieme ad alcuni militari li ha guidati rispondendo poi alle domande. L’ufficiale e gli alunni si sono rivisti dopo l’incontro del mese scorso a scuola.
L’obiettivo è interessarli aggiungendo numerosi aspetti alla teoria e alle regole di buon comportamento.
Ad accompagnare gli studenti, gli insegnanti Maria Guglielmino, Paola Boccacci, Carlo Esposito e Valentina Tozzini. Le auto veloci e le moto, utilizzate per il pronto intervento tra Castiglioncello e Donoratico, li hanno affascinati, perché i dispositivi, le sirene e gli accessori ne hanno stuzzicato la curiosità. Per guidarli servono patenti speciali e, soprattutto, esperienza. Ma questo è stato solo l’inizio, poiché il giro è proseguito alle ex camere di sicurezza, ormai chiuse, dove le persone arrestate rimanevano in stato di fermo, e alla postazione computerizzata dove si prendono le impronte digitali per identificare le persone spesso prive di documenti. L’ultimo passo li ha portati al primo piano, in cui si trova la centrale operativa, il cuore della Compagnia, dove il contatto radio con i mezzi in città è costante e le telefonate, 60 circa al giorno in situazioni normali, arrivano per segnalare i problemi. I ragazzi, interessati, hanno chiesto come funzionano le telecamere di sorveglianza del Comune e come i militari, addestrati bene, intervengono senza perdere tempo comprendendo la gravità del problema e spostando le macchine. Bottoni luminosi, microfoni aperti e schermi in grande formato restituiscono la continua operatività, scandita ogni giorno da precisi turni. Un lavoro impegnativo che richiede concentrazione. «Solo a marzo – ha spiegato Christian Bottacci – ho fatto 25 incontri con le scuole, perché l’Arma pone attenzione nel diffondere il principio di legalità. Mi fa piacere che abbiate conosciuto l’ambiente nel quale lavoriamo. Sappiate che siete il futuro». Un invito esplicito a proseguire il proprio cammino studiando e qualificandosi, affinché si sviluppino la coscienza critica e la capacità di ragionare, oltre all’indispensabile dialogo in famiglia. L’ufficiale ha regalato a tutti una penna, non prima, però, di avere risposto alle domande. Gli alunni, presa visione della zona in cui agiscono i militari guardandola sulla carta, hanno chiesto come vengono trasferiti i detenuti – con la scorta al comando provinciale di Livorno – e cosa siano i corpi di reato. Ovvero gli oggetti sequestrati al termine delle operazioni che vengono catalogati e poi custoditi in cassaforte. La piaga sociale più forte, nella nostra città, rimane la droga con i conseguenti furti. Martedì 3 maggio, giornata conclusiva a scuola in via Giovan Battista Vico con le maestre e la dirigente.
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