Il Tirreno

Alle Fonti di Bacco 

Tornano le “Cene Galeotte” preparate e servite dai detenuti

Le Fonti di Bacco a Bibbona
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Le Fonti di Bacco a Bibbona

Il progetto è stato ideato dalla direzione della Casa di Reclusione di Volterra  e dalla parrocchia di Bibbona, il ricavato sarà devoluto in beneficenza

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Bibbona. È partito il conto alla rovescia per il prossimo appuntamento con le Cene Galeotte, dopo una pausa di 2 anni legata all’emergenza sanitaria da Covid-19. Sabato 30 aprile, infatti, l’area dell’antico frantoio nelle Fonti di Bacco sarà teatro, sulle note della Filarmonica G. Pucini di Bibbona, dell’iniziativa solidale nata dalla collaborazione tra l’amministrazione comunale, la Casa circondariale di Volterra e la parrocchia di Bibbona.

L’intero ricavato della cena sarà, infatti, devoluto alle associazione di volontariato La Rocca di Bibbona e Mondo Nuovo di Volterra, come per il 2017 e il 2018, quando furono donati un defibrillatore all’amministrazione comunale e una serie di strumenti didattici all’asilo nido “Il Grillo parlante”.

I detenuti della casa circondariale hanno già reso noto il menù della cena: aperitivo con cartoccio di verdure fritte e selezione di formaggi con confettura, paccheri primavera con carciofi e baccelli, grigliata mista con contorno e dolce a sorpresa.

Le Cene Galeotte sono il risultato di un progetto di reinserimento sociale, un momento importante per i detenuti, in particolare per quelli in semilibertà, i quali avranno modo di stabilire un contatto con il territorio non solo dal punto di vista lavorativo ma anche e soprattutto sociale poiché molti di loro hanno instaurato amicizie e relazioni sociali, un’opportunità importante per ripartire con le loro vite.

Restano, dunque, ancora pochi giorni per prenotare un posto al numero 0586.677581: l’Ufficio turistico risponderà dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.

Quello delle ‘Cene Galeotte’ non è l’unico appuntamento in programma con la Casa circondariale di Volterra: il 10 agosto, in occasione della notte di San Lorenzo, i detenuti accoglieranno i loro ospiti in una notte suggestiva all’interno del Parco naturale della Macchia della Magona.

L’esperienza è legata al carcere come luogo in cui incontrarsi, stare insieme e parlare di cultura, di una cultura legata alla riscoperta di antichi sapori dal gusto vagamente esotico e speziato. Così è nata l'idea, poi tradotta in un apposito progetto, di avviare, all'interno della Fortezza, una stabile collaborazione con Slow Food, organizzando delle serate a tema ove gli ospiti della casa di reclusione preparavano le singole portate, utilizzando i prodotti portati da Slow Food, e illustravano agli invitati le ricette legate alle più antiche tradizioni regionali e dei paesi di provenienza dei cuochi.

Gli obiettivi raggiunti sono stati di grande importanza.

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