Proteste
Anna Frank “cecinese”, la prima è un successo
Il corto girato dal regista Mura Vannuzzi è stato proiettato al cinema Tirreno e ha strappato applausi e approfondite riflessioni al pubblico presente in sala
CECINA. Non è facile attualizzare la storia di Anna Frank e i suoi ideali e narrarli ai ragazzi di oggi. Federica Pannocchia, artista e sceneggiatrice, e il regista Mattia Mura Vannuzzi ne hanno divulgato il messaggio scommettendo sul pluripremiato film “Il nostro nome è Anna”, proiettato per la prima volta lunedì sera al cinema Tirreno e capace – per dinamismo e linguaggio – di strappare applausi e riflessioni al pubblico presente. Se il cortometraggio ha avuto successo, il merito non è solo di Ludovica Nasti, la moderna protagonista che sfida la famiglia e i compagni di scuola in nome e per esclusivo conto del rispetto reciproco e della capacità di combattere l’indifferenza e il bullismo, autentiche piaghe sociali, ma della trama studiata e ben composta.
«Non ci siamo fermati al fatto storico in sé – ha detto il cineasta – ma abbiamo tratto una lezione per fare tesoro della memoria e diffondere cultura durante tutto il nostro percorso. Ci siamo rivolti a professionisti e appassionati e girato le scene in questa zona per tornare poi in sala e valorizzare un’occasione pensando a un futuro diverso».
L’attrice rosignanese Serena Bilanceri ha impersonato la severa e riflessiva madre di Anna, adolescente a cui non mancano sensibilità e personalità. Se la cornice è il mondo il cui viviamo e le sue complesse relazioni sociali, il quadro è l’inclusione e l’altruismo, ossia l’invito esplicito della ragazzina a ampliare il proprio sguardo, evitando la comoda stampella dei luoghi comuni per aprire la mente e considerare tutti gli altri uguali a noi. Federica Pannocchia, fondatrice e presidente dell’associazione di volontariato “Un ponte per Anne Frank”, ha lavorato molto con le scuole in Italia e all’estero e scritto la sceneggiatura insieme a Cristiana Bertolotti e Mura.
«Incontro volentieri gli studenti – ha spiegato – per costruire con loro una società più giusta, in cui l’odiosa barriera del bullismo venga abbattuta dal pensiero costruttivo. Ringrazio la protagonista del film e voi che ci avete seguito, perché rispondete all’odio con il bene». Il senzatetto bisognoso di aiuto incontrato in strada e il confronto mai scontato dell’adolescente con i suoi genitori riassumono il modo in cui Anna si pone e pone domande sui rapporti personali dettati dal quadro sociale.
Dove, per raggiungere uguali dignità, serve comprensione. Al termine dei 23 minuti, via al dibattito. Il film sarà distribuito nelle scuole, visto che si rivolge alle generazioni di oggi? Sì, è stata la risposta degli autori, e il percorso è già cominciato. Primarie, medie e superiori della provincia lo vedranno il prossimo anno scolastico. Un laboratorio permetterà agli studenti di approfondire il tema con Federica e il regista, autori di idee e taglio originali. I video relativi al dietro le quinte, con le interviste ai protagonisti, hanno offerto al pubblico una visione più completa. Prodotto da Helix Pictures di Cecina e Studio Emme di Roma, il corto conclude il percorso di valorizzazione del territorio attraverso il cinema indipendente.
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