Il Tirreno

Un viaggio virtuale insieme a una tribù per gli allievi “Griselli”

Michele Falorni
Uno scatto agli studenti durante uno dei collegamenti
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Uno scatto agli studenti durante uno dei collegamenti

Due collegamenti internet per conoscere l’Amazzonia. Le classi seconda e terza A “guidate” dallo sciamano

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MONTESCUDAIO. Un invito dell’università di Firenze, attraverso il bando “Sostenibilità, intercultura e ambiente: viaggio virtuale ed esperienze solidali con la tribù Barè dell’Amazzonia”, ha permesso a due classi delle medie di Montescudaio una visita nel polmone verde del mondo alla scoperta di popoli poco conosciuti e delle loro abitudini. Così, le classi seconda e terza A dell’istituto “Italo Orlando Griselli” diretto da Antonella Mancaniello si sono collegate due volte via internet con l’altro emisfero scoprendo la vita di un villaggio e dei suoi 250 abitanti (il più anziano ha 74 anni) .

L’ateneo fiorentino e l’organizzazione non governativa Brasiliando, che promuove iniziative di solidarietà con le tribù indigene amazzoniche, hanno offerto l’occasione agli allievi, contenti e interessati, di sviluppare relazioni interculturali dove rispetto e affetto sono al primo posto.

Compilati i moduli, a scuola sono arrivate le foto del piccolo centro abitato, che dista sei ore di battello sul fiume Rio Negro da Manaus, principale riferimento urbano e finanziario del nord del Brasile. A Barè, le classi sono in teoria state due volte, aiutate da due interpreti mentre, sulla barca virtuale, navigavano il corso d’acqua.

A riceverle, uno sciamano, ovvero il capo carismatico della piccola comunità, che li ha benedetti per poi presentare la biblioteca contenente libri scritti in portoghese e inglese, l’area feste e luoghi religiosi, non senza insegnare a dipingere. Possibile vedere prodotti artigianali composti con legni di scarto: ciotole, bracciali e tappeti di fibre naturali. Collegamenti da due ore l’uno, dove pure la cura dell’ambiente, a partire dagli animali come le tartarughe, è stata approfondita. Contatto all’ora di colazione, dunque possibile seguire la cottura delle frittelle dolci e salate e degli infusi, conoscendo coetanei. «Le classi si sono appassionate – dice Francesca Arzilli, che con i colleghi docenti Simona Fedeli e Marco Nunziati ha coordinato l’iniziativa – nel conoscere una cultura diversa dalla nostra. In questo modo il villaggio di Barè ottiene visibilità e contributi dall’università per sostenere la propria economia».

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