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In fuga dalle bombe in Ucraina famiglia cerca casa a Rosignano
L’appello: Olga Lytkina, insieme a nuora e nipoti, vorrebbe trovare un alloggio in affitto per stabilirsi nella zona in attesa della fine della guerra
ROSIGNANO. Olga Lytkina, insieme a nuora e nipoti, sta cercando un alloggio in affitto per stabilirsi nella zona di Rosignano in attesa della fine della guerra. Dall’Ucraina devastata dai bombardamenti arriva un appello, una famiglia in fuga cerca disperatamente alloggio intorno a Rosignano, per lasciarsi almeno momentaneamente alle spalle la paura degli attacchi. A circa quaranta chilometri dal confine tra Ucraina e Polonia vive Olga Lytkina, insieme alla nuora Halina e ai tre nipoti di dieci, sei e quattro anni.
Olga ha lavorato per molti anni in Italia come badante ed è rientrata in patria dopo la scomparsa della sua ultima assistita, come ci racconta Maurizio Bini, amico di famiglia che adesso la sta aiutando nelle procedure e nell’organizzazione per uscire dall’Ucraina: «Olga si trova a poca distanza dal confine con la Polonia e stanno bombardando a circa venti chilometri dalla sua casa, dove vive con la moglie del figlio e con i nipotini. Vorrebbe tornare in Italia per mettere tutti al sicuro, perché la situazione sta degenerando velocemente».
Bini ha già contattato le autorità e avviato la trafila burocratica per far entrare Olga e la famiglia in Italia, ma la logistica costituisce un problema notevole.
I trasporti organizzati da associazioni italiane coprono prevalentemente il confine con la Romania, ma Olga è pronta a trovare una soluzione alternativa per il viaggio verso il nostro paese. La più impellente necessità è quindi quella di un alloggio in zona a un prezzo abbordabile, dove la donna possa trasferirsi insieme a nuora e bambini mentre si mette in cerca di un nuovo impiego: «Olga è una persona molto seria e affidabile, è pronta a trovarsi un lavoro per mantenere la famiglia e le serve soltanto un appartamento o un alloggio qualsiasi per avere una base sicura. Abbiamo già contattato il Comune, ma al momento purtroppo non hanno strutture utilizzabili, quindi pensavamo anche a un campeggio, che potrebbe metterle a disposizione una casetta sul mare, ma qualunque soluzione può funzionare. L’importante è muoversi con rapidità, perché la preoccupazione è molto alta e Olga non vede l’ora di poter tirare un sospiro di sollievo».
Per informazioni e segnalazioni, e anche per mettere a disposizione un alloggio, è possibile contattare direttamente Maurizio Bini al 3711941457.
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