Il Tirreno

Circa duecento profughi ucraini nei punti d’accoglienza allestiti dall’Asl

Martina Trivigno
Profughi ucraini in un punto d’accoglienza
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Profughi ucraini in un punto d’accoglienza

A Volterra e Pontedera è attivo il servizio di ospitalità per chi fugge dalla guerra: sul posto anche un mediatore linguistico

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VOLTERRA. Arrivano con poche cose buttate alla rinfusa in una borsa in cerca di un futuro migliore. Lontano da quella guerra che ha stravolto le loro vite. Circa duecento profughi ucraini sono stati accolti in questi giorni nei punti d’accoglienza allestiti dall’Asl Toscana nord-ovest in provincia di Pisa: a Volterra e Pontedera.
La dottoressa Patrizia Salvadori, direttrice della Società della salute della Valdera, dice che il percorso sanitario è stato attivato e che si tratta di un passaggio fondamentale per prestare assistenza alle persone in fuga dalla guerra che arrivano nella nostra provincia.

IL PROTOCOLLO

I numeri – sottolinea Salvadori – sono ancora contenuti: tra Volterra e Pomarance sono una sessantina i profughi “approdati” nei due punti di assistenza e circa 140 all’hub di Pontedera. «Non è previsto l’accesso libero ai punti di assistenza – sottolinea la direttrice della Sds – . Le segnalazioni arrivano direttamente dal numero verde della Regione Toscana attivato per far fronte a questa nuova emergenza. Una volta arrivati al punto d’accoglienza, ai profughi sarà assegnato un codice Stp (straniero temporaneamente presente) con il quale potranno usufruire dell’assistenza sanitaria in Italia. Ogni profugo sarà sottoposto a un tampone per rilevare eventuali casi di positività al Covid 19 e a una visita medica, per valutarne il generale stato di salute, la presenza di eventuali malattie croniche, per conoscerne la situazione vaccinale ed eventualmente procedere con le vaccinazioni mancanti, compresa quella contro il Covid. Le persone positive al Covid saranno poi ospitate negli alberghi sanitari dell’Asl». Tutte operazioni che richiedono tempo, sottolinea la dottoressa Savadori. E proprio perché nulla può essere lasciato al caso, le visite richiedono tempo. «La valutazione medica può richiedere anche 20-30 minuti – sottolinea la direttrice della Società della salute – . Soprattutto a Volterra, visto il numero inferiore di arrivi, cerchiamo di organizzarci anche con visite a domicilio. Si tratta di un percorso guidato e organizzato. L’accesso libero non è consentito».

LA MEDIAZIONE

Personale medico, ma anche mediazione linguistica. «Sappiamo cosa significhi scappare dagli orrori della guerra – sottolinea la direttrice della Società della salute della Valdera -e, anche per questo, vogliamo che i profughi ucraini si trovino a loro agio. In che modo? Il primo ostacolo che si trovano a fronteggiare è quello di una lingua per loro straniera. Alcuni di loro hanno familiari che vivono in Italia già da tempo, ma noi cerchiamo di rendere tutto più semplice. C’è un medico ucraino e anche un mediatore linguistico che spiega loro l’importanza della vaccinazione. Una lingua sconosciuta talvolta può rappresentare una barriera e questo ulteriore muro deve essere abbattuto». Che si tratti di adulti o bambini, l’idea dell’Asl è che possano sentirsi “a casa”.

LE VACCINAZIONI

Una buona parte dei profughi ucraini arrivati in provincia di Pisa in questi giorni è già vaccinata contro il Covid-19, ma non tutti. Nella struttura per l’accoglienza – l’hub di piazza del Mercato di Pontedera e la casa della salute di Borgo San Lazzaro a Volterra – i profughi hanno la possibilità di fare non solo la visita medica, ma anche di vaccinarsi. «In questi primi giorni ne abbiamo vaccinati una cinquantina contro il Covid – spiega la dottoressa Salvadori – . Grazie al medico ucraino e al mediatore linguistico abbiamo spiegato loro l’importanza della campagna vaccinale per grandi e piccini. Ma non solo: abbiamo cercato di sensibilizzarli anche rispetto alle altre vaccinazioni. Hanno risposto molto bene e di questo siamo orgogliosi: in gioco, infatti, c’è la salute».

L'HUB DI PONTEDERA

Se il punto di accoglienza di Volterra resterà alla casa della salute di Borgo San Lazzaro, potrebbero esserci presto dei cambiamenti per Pontedera. Sì perché – come spiega la dottoressa Salvadori – da aprile l’hub di piazza del Mercato sarà dismesso. «Tutto dipenderà dal numero di prenotazioni delle vaccinazioni – conclude la direttrice della Sds – ma presto il punto d’accoglienza sarà spostato in un’altra sede in via di definizione».
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