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«I disabili motori cronici lasciati senza riabilitazione»
L’associazione Vita indipendente della Bassa Val di Cecina chiede più servizi: «Da sette anni nessuno riceve cure di mantenimento, un’omissione grave»
CECINA. L’associazione Vita indipendente della Bassa Val di Cecina chiede all’Asl una maggiore attenzione per i disabili motori cronici.
«Abbiamo letto nei giorni scorsi che la dottoressa Cristina Laddaga e la direzione dell’Usl nord ovest sono compiaciuti del grande lavoro compiuto per la struttura di Campiglia Marittima. Le persone con disabilità motoria, cosiddette croniche, delle Valli Etrusche, da circa 7 anni non ricevono trattamenti riabilitativi funzionali di mantenimento» è la replica di Vincenza Zagaria.
«Ciò comporta inevitabilmente il peggioramento di tutte le funzioni fisiche e psichiche, a causa della perdita e o il mantenimento delle funzioni vitali. La perdita anche di minime di tali funzioni, sono causa di sempre maggiore necessità di assistenza continuativa» prosegue la rappresentante dell’associazione, sempre pronta a battersi per i diritti dei disabili.
«Sappiamo che il progetto di Campiglia ha richiesto investimenti di risorse sia economiche che di personale, in particolare di fisioterapisti, carenze pagate dalle persone della società della salute delle Valli Etrusche. Ciò che stupisce è che la direzione e il suo staff, sono a conoscenza di tale grave omissione di servizio – aggiunge Zagaria – I fisioterapisti che operano nelle strutture pubbliche della società della salute, sono operatori preparati e disponibili ma, essi lavorano solo e soltanto sulle acuzie», cioè nelle forme acute gravi.
Le persone con disabilità motoria, «per ricevere trattamenti riabilitativi, sono costretti a ricoverarsi presso strutture riabilitative private, convenzionate con le Usl, con costi molto elevati, rispetto al semplice trattamento ambulatoriale; costretti a privarsi della permanenza presso la propria abitazione e della famiglia. Pertanto chiediamo se e per quanto tempo dobbiamo ancora aspettare? »
L’associazione chiede alla direzione aziendale di far cessare questa situazione e di fornire le risposte che da troppo tempo attende.
«Si tratta di un dovere istituzionale sancito dalla legge istitutiva del servizio sanitario nazionale, dai Lea (livelli essenziali di assistenza) e dalla convenzione Onu, legge dello Stato italiano» conclude Zagaria chiedendo all’Asl e ai sindaci della zona risposte concrete in tempi che non siano lunghi, come quelli a cui hanno assistito fino ad oggi.
Le difficoltà legate al Covid in alcune situazioni hanno avuto ripercussioni sui servizi erogati, ma l’associazione insiste nel chiedere maggiori attenzione per i disabili motori cronici, con gravi difficoltà di deambulazione. E la riorganizzazione dei servizi è proprio un tema centrale di questi giorni e che fa parte dell’agenda della società della salute.
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