All4baby, resistere alla crisi puntando sull’usato per bimbi
Lo storico negozio di abbigliamento e accessori per l’infanzia aperto nel 2008 È gestito da due sorelle: «Ci vuole impegno, ma noi amiamo questo lavoro»
CECINA. Dal 2008 All4baby rappresenta un punto di riferimento per l’acquisto consapevole di vestiti, giocattoli e accessori per bambini. Il punto vendita, dal 2011 in Viale Fratelli Rosselli, vanta infatti un ricco assortimento di merce usata o di seconda mano, spesso anche in perfette condizioni o con il cartellino, e dà la possibilità ai genitori di tutta la provincia di provvedere ai bisogni dei piccoli risparmiando soldi e riducendo il proprio volume di rifiuti. La proprietaria Serena Marconi e la sorella Rossana Marconi gestiscono il negozio con passione sin dalla sua apertura, ben quattordici anni fa, e ci hanno raccontato i segreti del loro successo. Ora più che mai l’usato ha un mercato in crescita.
Cosa vi ha spinto ad aprire un negozio di usato pensato espressamente per l’infanzia?
«Negli anni’90 ci fu un boom nel settore e ci è sembrato un buon investimento da portare a Cecina. Abbiamo sempre pensato che buttare oggetti in ottime condizioni sia uno spreco, perché è semplice e soddisfacente dar loro una seconda vita. Con i bambini è ancora più evidente, essendoci un ricambio continuo tra vestiti, giochi, attrezzatura ecc. Crediamo molto nel riutilizzo dell’usato ed è fondamentale per contrastare gli effetti ambientali del consumismo usa-e-getta».
Come è cambiato negli anni il vostro posizionamento sul mercato?
«Inizialmente facevamo parte di un franchising ed eravamo affiliate a Baby Bazar. Col tempo e l’esperienza abbiamo preferito metterci in proprio e gestire tutto direttamente, risparmiando sulle royalties. Al tempo c’erano diversi negozi con inventari simili al nostro, ed è stato utile per far diffondere la filosofia del riuso, anche perché nei mercatini la parte dedicata al bambino di solito è un po’confusionaria. Qui cerchiamo di dare un’idea di pulizia, ordine e varietà, è un lavoro complesso e sottovalutato, che richiede grande passione. Alla lunga molta concorrenza ha chiuso e noi siamo rimaste, ma siamo consapevoli che questa non è un’attività semplice da portare avanti».
Negli ultimi due anni la compravendita di usato è esplosa anche online con app dedicate e siti sempre più forniti. Come vi approcciate a questo tipo di competizione?
«In realtà lo vediamo più come un cambiamento a cui doverci adattare. Non abbiamo risentito delle possibilità dell’online, anche perché noi per prime lavoriamo molto con la vendita in rete e lo facciamo da quando abbiamo aperto. È uno strumento molto comodo, soprattutto durante i mesi invernali in cui le persone escono meno, ma chi può raggiungerci fisicamente lo fa perché ha modo di valutare di persona gli acquisiti, facendosi anche consigliare da noi e avendo a disposizione tutta l’esposizione, rimanendo su prezzi sempre concorrenziali».
Come avete lavorato durante la pandemia?
«Anche in quel caso abbiamo sfruttato molto internet, così da poter ricevere i messaggi dei clienti anche se il negozio rimaneva chiuso. Facevamo le consegne a domicilio, ma per l’usato da bambino Cecina predilige senza dubbio la visita al negozio di persona».
In che modo avviene la selezione del materiale? Si può anche scegliere di regalarlo?
«Capita che ci siano persone che vogliono soltanto liberarsi degli oggetti senza riprenderci dei soldi, ma noi non accettiamo materiale in regalo. Per una questione di sicurezza e trasparenza dobbiamo avere un tracciamento di quello che arriva, infatti facciamo firmare una dichiarazione a ogni venditore e prendiamo merce soltanto in conto vendita. Invitiamo magari a mettere qualche annuncio pubblico, oppure tratteniamo le cose invendute e le cediamo in beneficienza, sempre su richiesta di chi vende».
Avete pensato di devolvere l’invenduto ad associazioni che operano attualmente in Ucraina?
«Certo, abbiamo già contattato il sindaco e appena possibile faremo sicuramente una donazione. Ci dicono che è già arrivata una grossa quantità di vestiario, per fortuna, quindi deve essere processato prima di proseguire nella raccolta. Ci teniamo sempre aggiornate su come poter contribuire, anche sul territorio, come successe per esempio con l’alluvione di Livorno. Quando possiamo ci piace dare una mano».
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