Il Tirreno

È partito un secondo tir per i profughi di Leopoli

Il gruppo dei volontari che hanno partecipato attivamente alla raccolta dei beni e alla preparazione dei camion
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Il gruppo dei volontari che hanno partecipato attivamente alla raccolta dei beni e alla preparazione dei camion

Il camion è stato caricato con 13 tonnellate di medicinali e beni alimentari abbigliamento, coperte e ciò che può servire. Grazie a una catena di volontari

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CECINA. È partito da Cecina anche il secondo tir di aiuti diretto a Leopoli, per i profughi della guerra in Ucraina. È stato caricato alla sede della Pubblica assistenza con 13 tonnellate: è dotato di cella frigorifera per trasportare non solo vestiti, generi alimentari, prodotti per bambini e per l’igiene personale, ma anche medicinali. Tutte le donazioni in partenza erano state conferite al centro di raccolta di via Buozzi. I generi alimentari e i farmaci sono stati confezionati in più di 1.000 scatole con una media di 5-6 kg ciascuna, mentre i sacchi tipo “condominiale”, per la raccolta dei vestiti, erano quasi 900. Il tutto è stato accuratamente suddiviso per categoria, adulto e bambino, e catalogato sia in lingua italiana che ucraina. I farmaci sono stati suddivisi dalle dottoresse Olga Melnyk e Krystyna Petryshyn, che hanno collaborato alla raccolta e che hanno permesso all’amministrazione comunale e ai volontari di mettersi in contatto direttamente con l’ospedale civile della città di Leopoli, dove i farmaci sono destinati. Hanno contribuito alla movimentazione del materiale e al carico del camion i volontari dell’associazione Anfi, della Pubblica Assistenza, della Oxfam, della Protezione civile, gli operai del Comune e i volontari dell’associazione “Cecina per l’Ucraina” che insieme a Luca Costagli gestiscono il centro di via Buozzi: Federico Meucci, Rebecca Pedroni, Sofia Vanni, Giulia Ronci, Marta Testi, Sara e Umberto Vacca, Emma Gaglio, Marco luci, Saverio Tonarini, Olhia, Alex Hamid, Andrea livanaj, Roman, David Artur, Sergey, Shcherbach Liliya, Lutsyk Yaroslava, Khamula Mayya e Shcherbach Yuriy, il quale ha gestito anche i rapporti con la comunità ucraina di Cecina. Luca e Yuriy, per poter gestire al meglio l’organizzazione del centro di raccolta, hanno chiesto ai loro datori di lavoro tre settimane di ferie così da dedicarsi esclusivamente a questa emergenza umanitaria. Inoltre il materiale spedito oggi è stato reperito anche grazie all’aiuto di Francesco Lauria, che ha messo a disposizione dei furgoncini per le donazioni provenienti da Ponteginori, Vada e Rosignano Solvay. Al centro di via Buozzi, Olga Godun, la nonna di Iutsyk Yaroslava, moglie di Luca, appena arrivata a Cecina, ha iniziato a dare il suo contributo e supporto cucendo bandiere e fasce da mettere al braccio con i colori dell’Ucraina, che i volontari del centro regalano a chi porta le donazioni. La collaborazione di tutte queste persone ha reso possibile il trasporto di cinque pancali di farmaci. L’amministrazione comunale ringrazia tutti i volontari delle associazioni e tutte le persone che hanno contribuito, anche in minima parte, a questa magnifica impresa di pace.

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