Lutto
La macchina della solidarietà corre veloce. Catena di aiuti con “Cecina per l’Ucraina”
Lunedì scorso ha aperto in via Buozzi il centro di raccolta dei beni alimentari e di prima necessità: tante le adesioni
CECINA. Mentre l’esercito russo prosegue la guerra, nella nostra città cresce la rete degli aiuti. Il centro di raccolta “Cecina per l’Ucraina” ha aperto lunedì in via Buozzi, davanti al cinema Tirreno, nel fondo concesso da Franco Alberto Cappelletti. Dalle 9 di mattina alle 9 di sera, ogni giorno, il coordinatore Luca Costagli riceve le persone che chiedono informazioni per inviare generi di prima necessità, specificati nel foglio stampato e aggiornato. Ad aiutarlo, riempiendo i pacchi di cartone, è Yuriy Shcherbach, il cognato.
Luca spiega che l’iniziativa, pubblicizzata sulle reti sociali, è nata quando sua moglie, Yaroslava Lutsyk, ha ricevuto le telefonate dai parenti in fuga alla periferia di Leopoli. «Abbiamo subito cercato aiuto – spiega – perché sapevamo che avrebbero raggiunto il confine con la Polonia. Ci ha risposto il concittadino Marco Luci, che insieme a Khamyla Mayya è salito in camper e ha raggiunto la destinazione, offrendo assistenza a Olha Melnyk, Khystyna Petryshyn e ad altre persone, rimaste quattro giorni senza valige e con gli stessi vestiti dopo avere camminato più di 20 chilometri a piedi nella notte, accompagnate dai mariti rientrati poi a combattere».
In una delle regioni più note dell’est Europa sono ore tremende, la popolazione è allo stremo e i civili morti confermano quanto il conflitto sia grave. «La risposta dei nostri amici è stata immediata – prosegue Costagli – e il passaparola, come la pagina Facebook, ha funzionato subito. Inoltre, ho chiesto un incontro al sindaco Samuele Lippi, con il quale ho parlato martedì. Con lui erano presenti gli assessori, la Pubblica assistenza di Cecina, l’Associazione nazionale finanzieri d’Italia e l’Auser, gli anziani. Il primo cittadino ci ha ascoltato e pensato a un canale sicuro per trasportare la roba nei punti concordati alla frontiera tra Polonia e Ucraina. Ha scritto un messaggio di posta elettronica al sindaco di Leopoli e all’ospedale, visto che le persone accolte sono dottoresse, per inviare i farmaci richiesti».
Luca non dimentica chi, con senso di responsabilità, ha scelto di aiutarlo in nome di una buona causa, come i commercianti cecinesi che hanno donato tavoli, sedie e luci per arredare il centro, oltre ai pasticcieri pronti ogni giorno a portare paste e dolci a colazione. Martina Guarguaglini e Olha Chorney sono le volontarie che, dall’inizio, hanno sostenuto il progetto, nato in collaborazione con le farmacie e i supermercati della città. Per informazioni, gli ucraini possono telefonare al numero 329 2129734 e gli italiani al 348 9764532. Nel volantino stampato sono specificati i generi di prima necessità come il dentifricio e gli spazzolini, assorbenti, intimo uomo e donna, le candele e torce, i sacchi a pelo e altro. Per quanto riguarda gli alimenti, pasta e riso, cibo in scatola (legumi, zuppe e pomodoro), omogeneizzati e latte in polvere per i bambini, caffè e tè. Più i medicinali specificati e camici sterili, guanti, garze e lacci emostatici. Dentro all’ampio fondo, volontari e cittadini dell’Ucraina smistano la roba, la chiudono nelle scatole e la preparano per la spedizione. Molte le persone che, durante il giorno, si avvicinano e chiedono come aiutare le famiglie devastate dalla guerra, dimostrando sensibilità e comprensione verso chi vive questa tragedia.
Altri servizi da pag. 2 a 8
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
