Il Tirreno

Ospedale unico, nominata la squadra per il progetto

In alto partendo da sinistra Samuele Lippi, Sandra Scarpellini,in basso Carla Bezzini e Gianluigi Palombi
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In alto partendo da sinistra Samuele Lippi, Sandra Scarpellini,in basso Carla Bezzini e Gianluigi Palombi

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CECINA. Squadra a sei per arrivare dove non si è mai riusciti. La Società della salute Valli Etrusche ha deciso il gruppo di lavoro che dovrà correre per definire ciò di cui il territorio ha bisogno in termini di servizi sanitari, arrivando a un progetto di messa in rete degli ospedali di Cecina e Piombino.

Dopo il passaggio nell’assemblea della Società della salute (Sds) , in cui siedono i rappresentati dei Comuni della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia, il 9 febbraio la giunta dell’ente ha deliberato squadra e ruoli. Ha coordinare i lavori sarà il sindaco di Cecina Samuele Lippi. In squadra la presidente della Sds Sandra Scarpellini, il sindaco di Piombino Francesco Ferrari che potrebbe affidare la delega alla sua assessora alla Sanità Carla Bezzini, l’assessore alla Sanità di Suvereto Gianluigi Palombi che per la Sds si occupa delle attività territoriali e della telemedicina, Francesco Bellomo, responsabile del dipartimento direzione strategica dell’Azienda Usl Toscana Nordovest, e Giovanna Poliseno, responsabile della direzione medica di presidio di Cecina e Piombino.

La soluzione per uscire dallo stallo con passo realistico ora è in mano ai sindaci. L’impegno è quello di un percorso accelerato, di confronto con tutti gli attori che hanno voce in materia, per definire ciò di cui il territorio ha bisogno e può essere di competenza dei due ospedali. Senza utopie, ma con la cifra della concretezza. Ci sono il placet della direttrice generale dell’Azienda sanitaria Maria Letizia Casani e della Regione, la visione condivisa da parte dei sindaci del territorio.

«Basta con annunci e parole, ora servono i fatti – afferma Lippi –. L’obiettivo è quello di moderare le nostre ambizioni per rivendicare il funzionamento al massimo per quelle che sono le potenzialità dei due ospedali». Al territorio di competenza delle Valli Etrusche fa fronte un bacino di oltre 100mila abitanti, al netto dei picchi legati ai flussi turistici.

La mossa dei sindaci parte da un dato inconfutabile: si è arrivati all’ultimo appello. «Abbiamo richiesto all’Azienda sanitaria di avere i numeri della dotazione organica dei due presidi per medici, infermieri e operatori socio sanitari. Inoltre, quelli dei volumi di attività e i dati delle cosiddette fughe per avere chiaro dove trovano una risposta sanitaria i cittadini del nostro territorio. A ruota faremo un incontro con tutte le categorie di personale perché qualunque ipotesi di riorganizzazione non può che passare da loro». Che prosegue: «Dobbiamo mettere in sicurezza i due presidi, in modo complementare, e strutturare servizi di trasporto affinché l’accesso alle cure sia garantito a tutti. Dovremo anche integrarci con i presidi più grossi, come già di fatto avviene. Il futuro è garantire i livelli essenziali di assistenza e vedere che cosa è possibile valorizzare nei due ospedali. Serve una collaborazione onesta e realistica con il privato sociale per la diagnostica. E c’è il capitolo dell’integrazione con il territorio. Su questo fronte oltre alle Case di comunità la sfida è quella della telemedicina che può garantire servizi anche dove oggi non sono presenti. Un percorso di innovazione».
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